Alberta Bigagli, premio Filo d’Argento 2011

Posted by Gianluca Giannini On giugno - 10 - 2011

di Manuela Buzzigoli

Grande partecipazione, lo scorso martedì 7 giugno, alla cerimonia di premiazione della XV° edizione del Premio Filo d’Argento 2011, che si è svolta a Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Alla manifestazione, che è stata ripresa interamente da Toscana TV e presentata dal  giornalista Fabrizio Borghini, erano presenti il Presidente del Consiglio Comunale Eugenio Giani e i Presidenti delle associazioni AUSER organizzatrici del premio, Giovanni Forconi (sede Toscana) e Antonio Modi (sede di Firenze).

Tra i premiati provenienti dal mondo culturale nei suoi aspetti vari, c’era accanto a nomi come Giovanni Sartori e Don Giacomo Stinghi, la poetessa Alberta Bigagli, nata a Sesto Fiorentino e vissuta a Firenze.
Scrittrice, critica e ricercatrice, Alberta Bigagli collabora con diverse riviste ed è presente in numerose pubblicazioni e cataloghi di pittura. Si è laureata in Psicopedagogia ed ha operato come volontaria presso l’Ospedale Psichiatrico di S. Salvi, dando vita ad una ricerca di Linguaggio espressivo che è stata condotta presso molteplici sedi, sia pubbliche che private, tra le quali il Laboratorio Falteri “Stampe ed Arte” (attualmente in corso) e il Centro Internazionale “Giorgio La Pira”.
Molte sono le sue opere in versi e in prosa, i periodici, le pubblicazioni su rivista e per saperne di più, per esempio sulla rivista “Voce Viva” e sull’Associazione ABBI’ di cui lei è presidente, si può visitare anche il sito internet ufficiale, nato da poco.

Durante la premiazione, Alberta ci ha regalato, con la sua solita voce chiara e incisiva, la lettura di un brano di una sua poesia:

I millenni non hanno cancellato

il riparo del portico in caso di pioggia

né l’aula grande del raduno dove

fece comparsa la malinconia di un crocefisso

messo nel centro e sollevato in alto.

Ma io lo so che devo morire.

Solo mi si consumano i tempi

perché vado inseguendo con difficoltà

il senso esplicito di una parola

cangiante da eternità a infinito e viceversa.

(dalla copertina del libro “Amore fu. Poesia d’una vita”, Passigli Editore 2009)

I Lakota Sioux a Firenze!

Posted by Gianluca Giannini On aprile - 23 - 2011

Il T@zebao vuole ricordare la recente suggestiva visita della delegazione dei nativi americani Lakota Sioux con alcune immagini della cerimonia pubblica in piazza Signoria del 17 aprile scorso, e con alcuni significativi brani della lettera che un capo tribù scrisse alla metà dell’800 al Presidente degli Stati Uniti che voleva acquistare i loro territori…

Il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra. Il grande Capo ci manda anche espressioni di amicizia e di buona volontà. Ciò è gentile da parte sua, poiché sappiamo che egli ha bisogno della nostra amicizia in contraccambio. Ma noi consideriamo questa offerta, perché sappiamo che se non venderemo, l’uomo bianco potrebbe venire con i fucili a prendere la nostra terra. [...] Ma come potete comprare o vendere il cielo, il colore della terra? Questa idea è strana per noi. Noi non siamo proprietari della freschezza dell’aria o dello scintillio dell’acqua: come potete comprarli da noi?
Ogni parte di questa terra è sacra al mio popolo. Ogni ago scintillante di pino, ogni spiaggia sabbiosa, ogni goccia di rugiada nei boschi oscuri, ogni insetto ronzante è sacro nella memoria e nella esperienza del mio popolo. La linfa che circola negli alberi porta le memorie dell’uomo rosso. I morti dell’uomo bianco dimenticano il paese della loro nascita quando vanno a camminare tra le stelle. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli. Il cervo, il cavallo e l’aquila sono nostri fratelli. Le creste rocciose, le essenze dei prati, il calore del corpo dei cavalli e l’uomo, tutti appartengono alla stessa famiglia.[...]
L’acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non è soltanto acqua ma è il sangue dei nostri antenati. Se noi vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare che essa è sacra e dovete insegnare ai vostri figli che essa è sacra e che ogni tremolante riflesso nell’acqua limpida del lago parla di eventi e di ricordi, nella vita del mio popolo.[...]
Noi sappiamo che l’uomo bianco non capisce i nostri pensieri. Una porzione della terra è la stessa per lui come un’altra, perché egli è uno straniero che viene nella notte e prende dalla terra qualunque cosa gli serve. La terra non è suo fratello, ma suo nemico e quando la ha conquistata, egli si sposta, lascia le tombe dei suoi padri dietro di lui e non se ne cura. Le tombe dei suoi padri e i diritti dei suoi figli vengono dimenticati. Egli tratta sua madre, la terra e suo fratello, il cielo, come cose che possono essere comprate, sfruttate e vendute, come fossero pecore o perline colorate. Il suo appetito divorerà la terra e lascerà dietro solo un deserto.[...]
Voi dovete insegnare ai vostri figli che il terreno sotto i loro piedi è la cenere dei nostri antenati. Affinché rispettino la terra, dite ai vostri figli che la terra è ricca delle vite del nostro popolo. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri, che la terra è nostra madre. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi. [...]
Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra. Questo noi sappiamo. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Non è stato l’uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso.[...]
Così, se noi vi vendiamo la nostra terra, amatela come l’abbiamo amata noi. Conservate in voi la memoria della terra com’essa era quando l’avete presa e con tutta la vostra forza, con tutta la vostra capacità e con tutto il vostro cuore conservatela per i vostri figli ed amatela come Dio ci ama tutti. [...]
Noi sappiamo una cosa, che il nostro Dio è lo stesso Dio. Questa terra è preziosa per Lui. Anche l’uomo bianco non fuggirà al destino comune. Può darsi che siamo fratelli, dopo tutto. Vedremo!”
 
 

Il “26 luglio” fiorentino, scene da una festa di libertà

Posted by Gianluca Giannini On luglio - 28 - 2010

E il T@zebao c’era, l’altra sera nelle strade del centro storico di Firenze durante le tradizionali celebrazioni di Sant’Anna (copatrona della città) che rievocano ogni 26 di luglio l’anniversario di una data storica e densa di significati politici e civili per la nostra città…
Fu proprio in quel giorno del 1343 che una sollevazione di massa mise in fuga Gualtieri di Brienne, meglio noto come Duca d’Atene, ponendo fine ad una tirannia iniziata un anno prima con la sua acclamazione a Signore di Firenze e terminata dopo persecuzioni, soprusi e crudeltà da parte del Duca, con un’inarrestabile e violenta insurrezione popolare.
Il percorso del Corteo della Repubblica Fiorentina, partito dopo il tramonto dal Palagio di Parte Guelfa, ha toccato come da tradizione Palazzo Vecchio, il Duomo ed è confluito nella Chiesa di Orsanmichele ornata con le bandiere delle Arti fiorentine, dove si è svolta una breve cerimonia alla presenza di autorità, gonfaloni e una nutrita folla di cittadini e turisti incuriositi.
Per l’occasione sono stati aperti in orario straordinario anche i piani superiori della Chiesa, oggi adibiti a museo reso accessibile gratuitamente dai volontari dell’associazione Amici dei Musei Fiorentini; un luogo capace di offrire dalle sue grandi vetrate un panorama straordinario della città.

Sindaci d’Italia “al tappeto”: scene da un flashmob…

Posted by Gianluca Giannini On maggio - 20 - 2010

Sono da poco passate le ore 11 di giovedì 20 maggio quando nella Piazza Signoria inondata dal sole fa il suo ingresso il corteo dei Sindaci del Centro Italia (Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Toscana, Umbria) che si sono dati appuntamento a Firenze per inscenare una insolita forma di protesta – un “flashmob”contro i tagli del Governo centrale verso i Comuni, peraltro soffocati anche dai vincoli finanziari del patto di stabilità che impediscono loro un’adeguata capacità di spesa ed investimento. I sindaci si sono schierati di fronte a Palazzo Vecchio  - al cospetto dei loro gonfaloni allineati tra la statua del “Biancone” e quella del David – e al suono della sirena si sono sdraiati a terra simulando per un minuto un KO metaforico a cui rischiano però di andare realmente incontro per mancanza di risorse… (Nda: fare un doppio clic sulle singole foto per ingrandirle)

Viaggio nella “Firenze Romana”

Posted by Gianluca Giannini On marzo - 20 - 2010

Provate ad immaginarvi, con l’aiuto del primo disegno qui sopra, di essere una mattina di aprile del 59 avanti Cristo insieme ad un gruppo di esperti urbanisti Romani in un’ampia pianura non molto distante dal fiume Arno, mentre con speciali attrezzature di misurazione ricavano l’esatto centro attorno a cui nascerà e crescerà la nuova colonia chiamata Florentia, e dove un giorno sorgerà un Tempio dedicato a Giove Giunone e Minerva all’interno del Foro urbano…tutto questo a pochi passi dall’attuale Libreria Edison e di fronte al Caffè Paskowski in Piazza della Repubblica a Firenze (visibile nel fotomontaggio in alto, sullo sfondo l’Arco della piazza)
Questo eccezionale viaggio nel tempo alla scoperta delle origini della nostra città è possibile alla mostra “Romana Florentia”, grazie ad una galleria di foto e disegni realizzata ed organizzata dal Gruppo Archeologico Fiorentino-DLF con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e con il patrocinio del Comune di Firenze e del Quartiere 3, presso la Sala Paradiso di Villa Bandini (via di Ripoli 118)
I pannelli della mostra – che già da anni gira per Firenze – guidano il visitatore nell’esplorazione di una Firenze sconosciuta ai più, dove si scopre, ad esempio, che Palazzo Vecchio si erge sulle vestigia di un grande teatro (tuttora visibile per ampi tratti nei sotterranei) e davanti ad una piazza che cela da secoli i resti di antichissime Terme; che alcune strade irregolari e curvilinee nei pressi di Santa Croce (una di queste, non a caso chiamata  via Tòrta) ripercorrono ancora oggi in superficie l’originario perimetro di un grande Anfiteatro scenario di cruenti lotte gladiatorie e capace di ospitare quasi 30000 spettatori…
All’interno della mostra è possibile anche assistere alla proiezione, in anteprima, di un filmato che propone un breve ma emozionante viaggio “virtuale” nella Firenze Romana con accurate ricostruzioni tridimensionali che permettono di simulare una passeggiata tra templi, porticati e strade antiche, a cavallo tra scenari passati e presenti. Un documentario presto disponibile in libreria anche in DVD insieme ad un “Atlante archeologico” di Firenze edito da Polistampa.

 

L’auspicio di Mario Pagni, presidente del Gruppo Archeologico Fiorentino (il secondo da sinistra nella foto , insieme ad altri responsabili dell’associazione) è che iniziative come queste possano contribuire a sensibilizzare cittadini ed istituzioni ad una maggiore attenzione  verso l’immenso patrimonio culturale e archeologico della nostra città, un tesoro ancora per gran parte da scoprire e valorizzare adeguatamente e che potrebbe rappresentare una preziosa risorsa per il turismo della nostra città. (ingresso libero; dal 20 al 28 marzo, orario: tutti i giorni dalle 15 alle 18,30; sabato e domenica anche dalle 10 alle 12)  

 

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