
“Noi continueremo a comportarci come in un paese normale”, è la frase di esordio (di questi tempi, anche un ambizioso progetto politico!) – con cui tre giovani attori hanno letto a turno sul palco alcuni brani tratti da articoli ed editoriali del direttore di “la Repubblica” Ezio Mauro, illustre protagonista, il 10 marzo scorso, degli incontri “Un mercoledì da scrittori” al Teatro Dante di Campi Bisenzio.
Stile compassato, forbito e pacato ma anche puntuale e deciso, in quasi due ore Mauro, pur dichiarandosi subito un intruso rispetto all’essere scrittore come recita il titolo della serata, offre al pubblico una rara ed intensa lezione di giornalismo, un mestiere che ha ancora un ruolo fondamentale nel cercare di capire la realtà e organizzarne il senso, in un paese dove peraltro la netta maggioranza degli italiani forma le proprie opinioni e il consenso elettorale dalla TV, divoratrice di risorse pubblicitarie a discapito di tutti gli altri mass media. Per contrastare dunque la figura del cittadino passivo “spettatore” e facile preda di un diffuso e crescente populismo che, a dispetto della vera politica che “prova a sciogliere con fatica i nodi della società”, offre una comoda scorciatoia “con un taglio di spada”, la capacità del giornalista di “andare, guardare, cercare di capire e raccontare” e restituire al lettore “l’intelligenza degli avvenimenti” , garantisce al lettore una fonte preziosa di consapevolezza sociale e civile.
E sta qui, secondo Mauro, anche la ragione per cui, nonostante la concorrenza gratuita di Internet, i giornali a pagamento continueranno ad esistere e ad avere un’indispensabile funzione di selezione ed organizzazione del grande flusso di eventi di cui è padrona, per portata e immediatezza, la Rete. Accanto al continuo “nastro gratuito” della notizia su Internet, i quotidiani che continueremo a pagare, “trattenendo” ogni volta una selezione di eventi, continueranno a decifrarne “senso, retroscena, antecedenti e interpretazioni” altrimenti irriconoscibili e sfuggenti.
Ampio spazio – e risposte a domande del pubblico – sono stati dedicati da Mauro anche alla situazione politica attuale, agli scandali, al malaffare, alle censure e alla par condicio, ad “un potere esecutivo che usa quello legislativo per farsi scudo del giudiziario”. Ma è sempre lì, dove si annida “una bugia al potere” che, sottolinea il direttore, il giornalismo trova il suo spazio vitale. O almeno dovrebbe poterlo fare.
“Noi continueremo a comportarci come in un paese normale”, i tre attori hanno concluso la serata con la lettura di altri brani, per ultimo proprio quello con cui avevano esordito. Quasi fosse un auspicio; o forse un mantra…