“No al razzismo” – il Video Reportage

Posted by Linda Betti On dicembre - 19 - 2011

17 dicembre 2011 – Firenze risponde con un corteo pacifico di ventimila persone provenienti da tutta Italia alla follia omicida di Gianluca Casseri, assassino di Modou Samb e Mor Diop. NO AL RAZZISMO.

 

 

“Tutti insieme in Tricolore!”

Posted by Gianluca Giannini On novembre - 30 - 2011

di Gianluca Giannini
Mancano 3 giorni al convegno “Firenze, i volontari e l’Unità d’Italia” del prossimo sabato 3 dicembre 2011, a partire dalle ore 9,30 presso la prestigiosa cornice del Convitto della Calza.
Un’occasione importante per riflettere insieme ad esperti e testimoni sul volontariato fra passato, presente e futuro al termine del 2011 celebrato come 150° anniversario dell’Unità d’Italia e Anno Europeo del Volontariato. (clicca qui per il programma del convegno)
E finito il convegno, dopo il buffet, “Tutti insieme in Tricolore!: una foto ricordo di gruppo di tutti i partecipanti che lo vorranno, ritratti con magliette rosse, bianche e verdi offerte da Cesvot.


Per informazioni:
Delegazione Cesvot di Firenze
tel. 055.2654558, e-mail: del.firenze@cesvot.it

Centinaia di “Uomini Libro” alla Libreria Martelli

Posted by Linda Betti On ottobre - 2 - 2011

Firenze 30 settembre 2011 – Centinaia di persone si sono radunate davanti alla Libreria Martelli che ha da poco chiuso i battenti molto probabilmente in via definitiva, inscenando un flash mob fatto da “Uomini Libro” come nel romanzo di Ray Bradbury “Farenheit 451“, per manifestare il loro dissenso nei confronti della chiusura della storica libreria fiorentina. Il progetto del flash mob iniziato da un tam-tam sui principali social network è riuscito a mobilitare moltissimi fiorentini che hanno organizzato una “lettura collettiva”, come testimoniano le immagini filmate anche da Il T@zebao

“Graffi di cioccolata”

Posted by Gianluca Giannini On luglio - 8 - 2011

di Gianluca Giannini*

Una mano bianca dalle dita lisce e rotondette è sospesa, incerta, sopra un vassoietto di cartone stipato di cioccolatini. Quale scegliere? la conchiglia bianca che sembra approdata dai mari del sud, o la rosa in boccio scolpita nel cacao o la stella scurissima dalle punte gonfie di crema, oppure il bauletto bronzeo su cui spicca un chicco di caffè? Infine la mano plana lentamente sul vassoietto come fosse una colomba e afferra delicatamente nel becco delle due dita strette ad artiglio, la stella corvina. Se la porta lentamente sulla lingua che è tutta tesa e sporgente come quella di una bimba pronta a ricevere l’ostia. La bocca si richiude beata, schiacciando la pasta profumata contro il palato. In quel momento si sente una voce che chiama: “Serena! sei ancora qui? Lo sposo ti aspetta davanti alla chiesa, tuo padre è giù che ti attende con la portiera della macchina aperta.” Serena ascolta le parole che sembrano provenire dalla sua bocca piena di cioccolata: “Vengo subito, arrivo”! Ma non è la sua voce, si dice, c’è qualcosa in essa che non le appartiene. Le dita, furtive, si abbassano ancora una volta su quei cioccolatini che splendono di una luce scura e promettente.
Afferrano la conchiglia di cioccolato bianco e la posano con calma sulla lingua.  Poi è la volta del bauletto scuro sormontato dal chicco bruno che scivola fra i denti e si squaglia liberando un delizioso aroma di caffè tostato. “Serena”! gridano da fuori. “Vengo”!
Le dita sporche di cioccolata si strofinano sull’ampia gonna di organza bianca lasciandovi due tracce scure. La giovane sposa fa un passo verso la porta. Ma poi si ferma, torna indietro e con dita tranquille continua a pescare nel vassoietto, tirando su ora una foglia di quercia color oro bruciato, ora una spiga di grano dal profumo squisito, ora un pesciolino dal colore tenebroso di una notte senza luna.
Come in un incantesimo, quei memorabili cioccolatini erano riusciti ancora una volta a rievocarle, a poco meno di un‘ora dal matrimonio, i momenti d’oro con Simone. Entrambi studenti, si erano conosciuti l’anno prima all’università, nella nuova biblioteca con un magnifico affaccio sulla Cupola della cattedrale. Un giorno, sul suo libro di letteratura italiana lasciato sul tavolo Serena trovò un piccolo cioccolatino fondente e un biglietto: “La vita è come una scatola di cioccolatini…”. Girò il foglio: “… non sai mai quello che ti capita! S”.
Lei sollevò lo sguardo smarrito che si incrociò con quello malizioso ma ironico - alla Humphrey Bogart de noantri - di un ragazzo moro, stempiato e un filo di barba, seduto dall’altra parte del tavolo, che teneva ben aperto e in bella vista davanti a sé un voluminoso dizionario di cinema, capovolto. 
Il loro primo appuntamento fu poche ore dopo in una piccola pasticceria a due passi dalla biblioteca. Fu lì che scoprirono di piacersi, e molto: quando si baciarono la bocca di Serena sapeva di caffè; quella di Simone, di cioccolata.
Il treno dei ricordi di Serena, ormai lanciato ed inarrestabile sui binari del passato, entra presto nella sua stazione preferita: la notte in cui Simone le disse per la prima volta le due paroline magiche, “ti amo“. 
Successe nel letto di una camera d’albergo da cui si poteva scorgere uno spicchio illuminato dei Lungarni. Sdraiati su un fianco l’una di fronte all’altro, uniche vesti le lenzuola, e in mezzo a loro un ospite d’onore: proprio una scatola di quei cioccolatini. A turno le loro mani svolazzanti afferravano una delizia alla volta e se la gustavano con lentezza e voluttà.
Mentre la mano di Serena planava su una nuova preda, lui commentò: “Perché proprio quello? Prendi anzi questo, non vedi com’è più bello, invitante?!”. Simone pescò sicuro e mostrò il prescelto.
“Ma…veramente io non vedo…”, rispose lei interdetta.
“Guardalo bene! Non è irresistibile?! Non ho mai visto prima una… una stella… così strana, così scura eppure così ghiotta! Basta vedere le sue… punte! Sembrano fatte di…”, ne addentò un piccolo morso, “…sono piene di crema! Fffiuuu… e che crema!”.
“Ma cosa ti prende… ?”, disse lei. “Certo, chi l’avrebbe detto?”, continuò Simone, “che un giorno sarei riuscito a mordicchiare una stella?! In fondo però, è quello che certe notti faccio con te tra le lenzuola…”.  Ammiccò ed esibì tra pollice ed indice, di fronte agli occhi color nocciola di Serena incorniciati da un caschetto di capelli scuri, quella che secondo lui era una straordinaria leccornia. Per poi farsela sparire in bocca. “Nooo! Non ci posso credere!”, esclamò con voce impastata mentre rigirava tra le dita un altro cioccolatino. “Una… una conchiglia!
“Ah, sì? Una conchiglia, dici? E sentiamo… di che… di che colore, sarebbe?” chiese Serena incuriosita.
“Non la vedi? Questa è… è fatta di cioccolata bianca. Proviene senz’altro da… qualche sconfinata spiaggia da sogno… Maldive, Honolulu… ha lo stesso colore dorato della sabbia”. Quando Serena fu sul punto di dire qualcosa, Simone si portò il cioccolatino all’orecchio e le avvicinò una mano alla bocca: “Sssstt ! Si sente pure… la risacca dell’Oceano! E anche… i tuoi gridolini di gioia mentre ci fai il bagno con me… nel nostro futuro viaggio di nozze!”
Guardandole le labbra, Simone sollevò in alto il cioccolatino e dischiuse di poco la sua bocca, inducendo Serena a sporgere la lingua per accogliervi quella conchiglia così prodigiosa.
Mentre la assaporava lei scosse la testa ed accennò un sorriso. I cioccolatini di quel vassoio erano davvero squisiti, ma tutti, proprio tutti uguali: piccoli, semplici lingotti fondenti.
“Be’, mi sa tanto che quel bagno te lo dovrai fare da solo…” disse Serena provando ad assecondare il gioco di Simone.
“Da solo? Senza di te, io laggiù sarei… come questo! Solo un… triste pesciolino… dal cuore di tenebra… invisibile nelle notti di luna nuova!”. E un altro cioccolatino andò a sciogliersi nel palato di Simone.
“Ma allora tu… tu non sei un critico cinematografico… sei un grande, eccelso Poeta!” replicò Serena con gli occhi sgranati e coprendosi le guance con le mani.
“Ti ringrazio, Regina del Mio Cuore. Permettimi di regalarti questo… anzi no, questo… una giovane rosa… scolpita petalo per petalo nel più raffinato cacao!”
“Mio suddito prediletto, a Sua… anzi, a Mia Maestà non si addicono fiori… bensì gioielli inestimabili. Quando li avrai, riponili pure qui, dentro questo piccolo… scrigno di bronzo… con la serratura a forma di… chicco di caffè. Se ci riesci…” In bocca, le parve di sentire davvero l’aroma del caffè spandersi sulla lingua. “Piuttosto… quest’altro, che cosa ti ricorda?”, chiese Serena, “Dovrebbe bastarti il suo profumo, in-di-men-ti-ca-bi-le!”
“…allora devo avere avuto il raffreddore!”, rispose Simone leccando una traccia di rosa rimasta sul suo pollice.
“No caro! Allora eri in perfetta forma! Questa è una delle migliaia di spighe di grano che ci hanno accolto la prima volta che abbiamo fatto l’amore, là, in quel campo buio dietro a quel ristorante in campagna!”. E la spiga sparì tra le labbra di Serena.
“Che memoria, Mia Regina! …e questa invece? Fa forse parte del medesimo campo questa foglia di… questa foglia di quercia, di color… di color… oro bruciato?!”
“Non saprei, dammela un po’…”. Serena la prese ed aggrottò le sopracciglia. “Guardandola meglio da vicino… c’è una frase di glassa… dice: ‘Il cioccolato… come l’amore… può provocare traveggole’”.
Simone puntò l’indice verso Serena e balbettò: “…p-poeta, a-anche tu?!”
“Bastardo!”, ruggì Serena lanciandogli contro il cioccolatino.
I due scoppiarono a ridere; poi si abbracciarono. Le loro bocche si scambiarono frenetiche gli stessi sapori, mentre le mani esplorarono avidamente ogni angolo dei loro corpi, disegnando sulla pelle sottili e nervosi graffi di cioccolata. Poi le labbra di Simone, procedendo a piccoli baci, si mossero lentamente fino ad un orecchio di Serena, dove sussurrarono le due paroline magiche…
“Muoviti, fifona!”
E’ invece la voce di Veronica, cugina di Serena e sua testimone, che squilla come una sveglia al di là della porta del bagno in cui la sposa si era rinchiusa da più di mezz’ora. Giusto il tempo di riavviarsi i capelli davanti al grande specchio sul lavandino e di nascondere il vassoietto dei cioccolatini dentro il cesto della biancheria sporca; poi un secco giro di chiave e apre la porta. “Un altro po’ e me la faccio addosso, lo sai?“ dice Veronica sgattaiolando dentro,“e se non ti sbrighi a scendere, vado e me lo sposo io, il tuo uomo!”.
Una corsa in auto e infine, sulle note della marcia nuziale, Serena avanza lentamente a braccetto del padre nella chiesa gremita, con il bouquet di fiori tenuto sopra la macchia di cioccolato del vestito. Il suo sguardo sembra concentrato verso l’altare, dove l’attende lo sposo. Tra i volti di parenti e amici riesce però a riconoscere l’unica persona che non la guarda passare. Un ragazzo moro, stempiato ma stavolta accuratamente sbarbato, intento a strofinarsi la cravatta per cercare di cancellare una traccia scura.

(*Racconto presentato nel 2003 al concorso letterario ”Cioccolato…passione“, allora proposto dal marchio dolciario Novi, e ispirato dall’incipit – in corsivo nel testo – offerto per quell’occasione dalla scrittrice Dacia Maraini)

Il Femminismo post Bunga-Bunga

Posted by Linda Betti On febbraio - 14 - 2011

di Linda Betti
Il 13 febbraio a Firenze come in tutta Italia si è svolta una manifestazione dal titolo “Se non ora quando?“. Il logo rosa, simbolo dell’evento e l’intenso tam-tam sulla rete, mi spingono  (e sicuramente non sarò l’unica) ad identificarla anche come una manifestazione femminista (oh mio Dio che termine demodè ho usato, di questi tempi è quasi un’offesa l’appellativo “femminista”). Dal mio punto di vista però, è stata soprattutto una dimostrazione di dignità da parte delle migliaia di persone (quindi senza distinzione di genere) che sono scese in piazza manifestando il loro disgusto per la mercificazione dell’essere umano, e quindi anche  del corpo, soprattutto femminile, che sta avvenendo un questo paese. E’ troppo semplice ricondurre questa indignazione solo alle “selvagge notti del bunga-bunga presidenziale”, anche se per questo, mi pare che il titolo “Se non ora quando?” sia azzeccatissimo, come a dire che altro stiamo aspettando per manifestare il nostro dissenso? …..ma questo mio non vuole essere un discorso moralistico del genere disprezzo il concubinaggio in se per se….sia chiaro ognuno a questo mondo puo’ decidere di campare come gli pare e se per vivere vuol vendere il proprio corpo faccia pure, non ho nulla da ridire. Il problema sorge quando ci si prostituisce nei confronti del potere, e questo puo’ essere fatto benissimo anche da un maschio (mi viene in mente l’on Scilipoti dell’Idv, solo per citarne uno), e soprattutto quando la prostituzione diventa regola non scritta per sopravvivere in una società in cambio di potere o denaro . Vedo davanti a me  la prostituzione elevata a sistema, mi viene in mente il padre di una delle tante “lucciole” capitate nella residenza presidenziale, che, alla domanda se sua figlia fosse una delle “amanti” del Premier, rispose candido “mia figlia amante del Presidente? no!..magari lo fosse“, discorso che venti, trent’anni fa, poteva essere parafrasato così “mia figlia dipendente alle poste? no! magari avesse trovato il posto fisso!“……E’ questo sistema (che nel bunga-bunga ha raggiunto il suo apice) che mi spaventa e urta la mia sensibilità di essere umano (non solo di donna), e mi rinfranca lo spirito aver visto che in piazza eravamo così tanti…. perchè, SE NON ORA QUANDO?

Rock & Gol….con Benedetto Ferrara

Posted by Lorenzo Mossani On novembre - 25 - 2010
C’è chi nasce giornalista, Benedetto Ferrara è nato giornalista, con la maglietta numero 10. Non ha un ruolo ben preciso e lo devi lasciar scrivere. Non è possibile sfruttarlo limitandone il ‘campo’.
Se lo mandi inviato devi sapere che non si limiterà a svolgere solo il suo compito da mediano, Benedetto, vede ‘cose che altri non vedono’.
Non è né pazzo né posseduto è solamente un numero 10.Un fantasista, scrive a testa alta guardando la luce…
L’ultimo dei romantici, passionale e, forse, giustamente presuntuoso o meglio realista. Inutile nascondere il tocco di penna diverso dai mediani, fondamentali ma che non valgono il prezzo di un quotidiano.
Benedetto inventa, scrivi e “facci sogna’…! ”. Insomma nel libro “Rock & Gol” scritto da quel ragazzo di cinquant’anni c’è tutto il suo talento, la sua esperienza da giornalista ma anche tanta classe condita da ironia e da un sano cinismo fiorentino.
 

Incontri fra Storia e Cinema alle Oblate

Posted by Linda Betti On novembre - 14 - 2010

Lo scorso 4 novembre, noi de Il T@zebao abbiamo seguito l’incontro dal titolo:“Ma il Cinema è l’arma più forte?”..cinema fra politica, ricerca del reale, arte e denuncia sociale, organizzato dall’associazione pAssaggi di Storia in collaborazione con Festival dei Popoli e Biblioteca delle Oblate.

La serata, coordinata dallo storico Enrico Acciai è iniziata con la proiezione del documentario La Canta delle Marane per la regia di Cecilia Mangini con testo e voce recitante di Pier Paolo Pasolini.

Il dibattito è proseguito con gli interventi di:  Luca Peretti, ricercatore e giornalista,  Vittorio Iervese, sociologo, Giovanni Cioni, regista e Alberto Lastrucci coordinatore del  51° Festival dei Popoli.

Infine i presenti hanno preso visione di altri due documentari (Collage di Piazza del Popolo di Sandro Franchina e Lambert e Co. di D.A. Pennebaker)

100 LUOGHI – I FIORENTINI CAMBIANO LA CITTA’

Posted by Roberto Gambelli On settembre - 27 - 2010

Un primo, grande esperimento di democrazia partecipata si sta per svolgere a Firenze: i cittadini si potranno recare in uno dei 100 luoghi della città previsti per l’evento e proporre e discutere nuove idee per cambiarlo in meglio.

28-settembre-fiorentini-cambiano-la-cittaL’iniziativa si chiama “I fiorentini cambiano la città” e si svolgerà martedì 28 settembre alle ore 21 in 100 luoghi della città dove si terranno contemporaneamente 100 assemblee aperte in cui i cittadini potranno contribuire  al miglioramento della zona della città che sta a loro più a cuore, che vivono di più.

In ogni riunione i cittadini troveranno un rappresentante del Comune, dal sindaco Matteo Renzi che sarà alle Cascine ai consiglieri comunali e ai dirigenti comunali, che illustreranno un progetto di massima di risistemazione della zona. La parola passerà poi ai presenti che potranno intervenire per dire la propria.

Per partecipare basta lasciare l’adesione sull’apposito sito del comune scegliendo il luogo in cui si desidera andare; ci si può anche offrire come volontario per collaborare all’organizzazione dell’evento.

Lo scorso 3 settembre, noi de Il T@zebao siamo andati alla Biblioteca delle Oblate a Firenze, alla presentazione del libro “Non prendetemi solo a calci”, scritto dal giornalista fiorentino Lorenzo Mossani ed edito da Edizioni Europee Gutenberg.  Il libro scritto da Mossani, a cui si aggiungono la prefazione di Camilla Mencarelli e le note della pallavolista Francesca Ferretti, approfondisce con uno stile molto originale, storie di atleti ed atlete che hanno fatto della propria passione di vita (la pallavolo), una professione e le cui storie sportive hanno avuto a che fare con il capoluogo fiorentino, altra grande passione di Lorenzo.

per approfondimenti, la recensione di Claudio Tirinnanzi

San Lorenzo, il 10 agosto grande festa in piazza

Posted by Linda Betti On agosto - 6 - 2010

L’anno scorso, noi de Il T@zebao, presenti alla festa di San Lorenzo nell’omonimo storico quartiere fiorentino, assistemmo ad una grande manifestazione, dove gli abitanti e i commercianti del quartiere distribuivano pasta e cocomero gratis per tutti.

Anche quest’anno naturalmente la Festa ci sarà, Il T@zebao pubblica di seguito, il comunicato stampa rilasciato dal Comitato di quartiere, con il programma della serata.

Martedì 10 agosto, notte di San Lorenzo, grande storica festa nell’omonimo quartiere fiorentino con “La notte magica“: cibo, musica e intrattenimento dalle 21 fino a tarda notte, quando sarà possibile osservare le stelle cadenti.  L’evento – organizzato da un Comitato che raggruppa il Consorzio del Mercato di San Lorenzo, l’Associazione “Insieme per San Lorenzo” e la Scuola Lorenzo de’ Medici, con il patrocinio del Comune di Firenze e del Quartiere 1 – culminerà come sempre alle 21 con la grande cena gratuita in piazza San Lorenzo, dove sono attese circa 4-5 mila persone. I volontari del Comitato organizzatore e i ristoratori del quartiere offriranno pasta al ragù e cocomero a tutti i partecipanti. Alla festa interverrà anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi.

La festa, la cui organizzazione si protrae intatta nel tempo da 25 anni, inizierà alle 11 del mattino con l’esibizione dei figuranti del calcio storico, che saranno ricevuti da Don Angelo Livi, priore della basilica di San Lorenzo, per il tradizionale dono della cera alla Basilica; alle 21 il concerto degli orchestrali della Filarmonica “G. Rossini” sul sagrato della chiesa. Dopodiché, l’attrice Marion D’Amburgo reciterà alcuni brani tratti dalla favola di Pinocchio, per festeggiare il 120° anniversario dalla scomparsa di Collodi, che era nativo del quartiere, in Via Taddea.
In piazza San Lorenzo, come di consueto, gli organizzatori metteranno in vendita la t-shirt con il logo della festa.

“E’ una festa storica – ha spiegato Alessandro Savorelli, a nome del Comitato organizzatore, – che ha, tra i numerosi obiettivi, la lotta al degrado nel quartiere di San Lorenzo. Vogliamo restituire questa splendida parte di città ai fiorentini e per farlo è opportuna una sinergia fra gli esercizi commerciali, i residenti e la città intera, che si può manifestare in occasioni come queste, ma che deve prefigurare una collaborazione stabile per la rinascita dellintera area”.

Ci pare giusto ricordare che la Festa coincide con l’anniversario della liberazione di Firenze dall’ occupazione nazi-fascista, avvenuta il 10 agosto 1944. Se volete rivedere il video dell’anno passato, cliccate il link sottostante. Vi aspettiamo numerosi e Buona Estate da tutta la Redazione.


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