Domenica prossima, 11 aprile 2010, torna la Domenica del fiorentino, la popolare iniziativa che ogni mese prevede una giornata di apertura straordinaria e gratuita della sede del Comune a tutti i nati o residenti a Firenze e provincia: dalle 9 alle 21 sarà possibile visitare liberamente le sale di Palazzo Vecchio o partecipare ad attività guidate e articolate secondo percorsi tematici.
Per accedere è necessario munirsi della carta “Un bacione a Firenze”, ritirabile gratuitamente presso gli URP del Comune, consultare il sito del Museo dei Ragazzi, così si chiama il museo di Palazzo Vecchio, scegliere tra le molte attività proposte e infine prenotarsi.
Non dunque una semplice passeggiata con il naso per aria, ma una visita interattiva, animata dalla curiosità e dalla voglia di partecipare, sembra essere l’intento di queste giornate di apertura straordinaria, che regolarmente ogni mese schiudono le porte di Palazzo Vecchio, ma che in precedenza hanno interessato anche altri luoghi storici come la Biblioteca Laurenziana, la Cappella Brancacci e il Museo di Santa Maria Novella, quasi a voler risvegliare nei fiorentini un amore più attento e consapevole per la loro città.
Obiettivo che è anche quello del Museo dei Ragazzi: proporre originali modalità di scoperta del passato ai visitatori che ogni giorno varcano le soglie di Palazzo Vecchio.
E a giudicare dalla lista di attività i cui posti sono già esauriti pare che di fronte alla necessità di procurarsi la tessera e di prenotarsi si siano scoraggiati in pochi: gli appuntamenti più esclusivi, come l’incontro con il duca Cosimo I, o più intriganti, come la visita ai percorsi segreti, sono già al completo. Alla tavola del duca invece c’è ancora spazio, così come lungo i camminamenti di ronda o nel camerino di Bianca Cappello.
A chi infine arrivi all’ultimo momento rimane comunque la possibilità di ascoltare la voce del pittore e architetto di corte Giorgio Vasari che racconta la sala grande di Cosimo I, visita per cui non è necessario prenotarsi, e provare l’emozione di rivivere nel passato, aggirandosi secondo il proprio gusto per le meravigliose sale del palazzo, con la sorniona curiosità della tartaruga del Granduca, l’emblema di Cosimo I assunto anche a logo del museo, altrimenti nota ai giovanissimi visitatori come la tartaruga con la vela, che con il motto “Festina lente” si raccomandava di affrettarsi e darsi da fare, ma lentamente.
di Celine Pestelli
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