Nella notte della finale di Champions League di sabato scorso, molti fiorentini hanno preferito affollare il Teatro Saschall fino al classico sold out (tutto esaurito, il terzo nella nostra città nel giro di pochi mesi, il quarto domenica pomeriggio) e tifare un comico che dichiara sì di essere romano ma di non averne colpa e anzi esserne orgoglioso… Via il sipario, e preceduto dalle note dell’orchestra diretta da Federico Capranica– la sua “Band della Magliana” – irrompe sul palco Enrico Brignano, già fenomeno di Zelig e star televisiva e ora anche teatrale con ilsuo spettacolo “Sono romano ma non è colpa mia”.
Una (falsa) recensione polemica sul presunto provincialismo romanesco dei suoi spettacoli letta da una (falsa) pagina de “la Nazione” squadernata davanti al pubblico dà lo spunto all’attore per esplodere tutta la sua incontenibile ed irresistibile “romanità”, ben lontano da ogni senso di colpa, maddeché, daverodavero? E noi pubblico gli siamo ben grati, anzi entusiasti e siamo trascinati in un turbinio incessante di gag, giochi di parole, imitazioni, gramlot e canzoni. Molti spettatori avranno presto le lacrime agli occhi dalle risate, qualcuno qua e là scandalosamente preda di ululati quasi isterici.Quasi tre ore di spettacolo funambolico, che scorrono via veloci tra battute, ricordi d’infanzia, spunti d’attualità e una fantastica galleria di imitazioni “internazionali”, dal russo-sovietico che scandisce l’Ambarabacciccicocò, al logorroico Cubano Castrista con impreviste scivolate hitleriane al Cinese-napoletano con tanto di Libretto Rosso tra le mani… Insomma, Brignano val bene una Coppa!





