di Gianluca Giannini
Mancano solo due mesi al concerto di Zubin Metha che alla vigilia di Natale inaugurerà il nuovo ed avveniristico Parco della Musica di Firenze, di cui tanto si parla; e proprio nei giorni scorsi è giunta notizia dell’arrivo, in tempi di grave crisi economica, di ulteriori finanziamenti per il suo completamento, che ancora ahimé non bastano. E domenica pomeriggio il Tazebao è andato a curiosare , tra il parco delle Cascine e la Stazione Leopolda, intorno al mega cantiere per vedere a che punto sono i lavori…
Auditorium della Musica, ormai ci siamo…
“San Jacopino”
Il primo prato lambito dal Fosso macinante era vicino al nostro quartiere anzi ne faceva parte come tutto il Parco delle Cascine, ricco d’alberi secolari e vasti prati immersi nel silenzio fra l’Indiano e il ponte alla Vittoria e in mezzo l’ombellico della passerella dell’Isolotto che portava diladdarno nel quartiere-giardino concepito dal sindaco Giorgio La Pira e poi ripensato da altri.
Le Cascine erano e sono tuttora San Jacopino. Quartiere delimitato come un’isola. A nord, verso Rifredi, dalle acque domestiche del Mugnone e a ovest dal confluente Terzolle entrambi in alto rispetto al piano stradale di tutto il quartiere – torrenti che in qualche modo ci difendevano dai greci del Ponte di Mezzo -, e a sud -al limite del parco- dalle acque dell’Arno, lasciato passare con diffidenza dalle pietre erose del centro, e poi guardato dall’alto dei ventosi e ampi argini scoscesi, erbosi e dilavati dalle piene, pericoloso per noi ragazzi innamorati della sua voce alle pescaie nel possente fluire riflesso da secoli nell’aria umida di Firenze.
Ridevamo col pallone in mano rincorrendoci da piazza Puccini fino al primo prato e ai bordi del viale c’erano le puttane, compagne del loro sguardo triste, del nostro schiamazzare…
“Dai smettila, attento alla palla!, ci sono le macchine…” gridava sempre qualcuno di noi che si sentiva più responsabile.
Le Cascine erano un luogo diverso dal resto del quartiere per il fresco in estate, l’odore di bosco in autunno e per una nebbia ghiaccia che d’inverno c’era solo lì e che ci rimaneva addosso fino a casa. Luogo aspro Le Cascine, diverso anche per altri motivi. Un mondo imploso nella sua deviazione incombente. Si presentava a noi qualcosa di sconosciuto e corrotto come sporco che si sapeva senza dirlo se non per riderci sopra con le nostre facce ancora pulite di ragazzini.
Il parco de Le Cascine era un’appendice contrastante con le strade del quartiere che quasi ne respingeva l’appartenenza con le sue vie dai nomi di musicisti: Monteverdi, Doni, Busoni, Veracini, Lulli, Bellini, Boccherini, Toselli e piazza Puccini.
Vie fiere d’essere Firenze seppur fuori le mura antiche, demolite per far posto alle arterie dei viali, a ridosso della Porta al Prato, rimasta lì inutilmente forte e imponente in mezzo al traffico nevrotico.
Un quartiere di semiperiferia fatto di palazzi signorili, villini borghesi, stabili anni Sessanta o case di ferrovieri, operai e artigiani come mio padre. In quegli anni con botteghe di pizzicagnoli, ortolani, pollerie, mercerie e bar ad ogni angolo di strada, con le persone che incontrandosi si sorridevano fermandosi a parlare come avveniva ancora nei rioni popolari del centro o nei paesi di campagna.
Sentivamo il mondo a portata di mano perché nel nostro quartiere c’era e passava proprio di tutto e mischiato ben bene.Un mondo che si stava per scrollare di dosso conformismi e falsità ma rischiando di trascinare via tutto senza salvare niente.
[…]
Pure questo era il nostro quartiere, quando le acque limacciose dell’Arno invasero pochi anni prima la città violentandone la vita di tutti e le opere d’arte e letterarie.
Successe la notte di un quattro novembre, giorno di festa. Io e i miei genitori fummo costretti a dormire dai signori Papini, del piano sopra alla nostra abitazione, quella e molte notti a venire.
La loro ospitalità mi faceva sentire bene come a casa mia che stava al pian terreno allagato dall’acqua dell’Arno.
[…]
Il giorno dopo passata la furia delle acque fangose, tutto intorno si era trasformato. Il colore e lo spessore della melma cancellavano ciò che avevano inghiottito. In quel giallo avvinghiante della melma v’era tutto il mutarsi del fiume; dalla trasparenza d’acqua sorgiva, limpida e vitale al colore opaco e denso, putrescente per tutto ciò che la vita vi aveva perduto, fin dentro di noi impotenti nel momento della piena devastatrice e inermi come grumi di terra strappata alla terra, materia non più dominata dallo spirito umano.
D’ogni cosa appariva un altro aspetto, avvertendone un senso finora sconosciuto.
La Vespa del babbo ridotta ad un rottame, le auto rovesciate o una sopra l’altra fino a tre insieme che arrivavano al primo piano come in via Toselli; i bandoni ricurvi dei negozi con le merci gettate per strada. Dall’ippodromo delle Cascine ci assalì il fetore dei cavalli da corsa affogati nei box e poi bruciati, rendendo vomitevole il respiro; con il rumore implacabile roboante del fiume ancora in piena come d’animale che non trovava pace, piegato alla terra, sfatto nelle viscere da inguaribile ferita.
[…]
Era bella la Vespa 150 Sprint di mio padre blu metallizzata dal basso e rotondo ritmo dei colpi del motore al minimo, fedele in accelerazione al rotare emozionante della manopola.
Scandiva i gesti del babbo in un tutt’uno di battiti dal cuore caldo. La guidava con l’eleganza di allora fra le strade della Firenze dei primi anni Sessanta mentre io stavo in piedi fra lui e il manubrio, appoggiandoci le mani sopra, con l’autentica fierezza che solo da bambini si possiede e che poi rimane nella pelle fin da grandi nutrendo e guidandoci nelle scelte, nei comportamenti e nelle parole adeguate al momento, come adeguati si deve esserlo nell’imboccare una curva senza cadere e ferirsi né ferire altri.
Chissà se tutte le curve spigolose che riserva la vita le stavamo affrontando meglio anche per quello stile di guida e viaggiare scomparsi.
Dicembre s’annunciava con la solita aria del mattino, fredda e pungente ma al Natale che si approssimava non sembrava che gli appartenesse l’atmosfera misteriosa di sempre.
Accatastato per strada c’era un vecchio tavolo quadrato di legno, alluvionato anch’esso. Il babbo se n’accorse, poi decise; lo prese e lo infilò in casa con mia madre che non sembrava d’accordo. Parlottarono; poi mi disse cosa fare: così, mi ritrovai fra le canne ancora piegate del Mugnone e in bilico fra le pietre emerse dall’acqua trovai pezzi di borracina a sufficienza. Tornai a casa e il presepe sembrava già finito. I tanti personaggi di gesso pitturato a mano erano incartati bene in vecchie pagine colorate di Frate indovino, la Nazione e l’Unità, adagiati in una scatola fonda di cartone spesso, accanto al tavolo, ora posto al centro della nostra casa. Se ne stava zitto mio padre come quando si fanno le cose sul serio. Taceva come in quei giorni in cui ridava vita alla casa offesa dalla melma e dalla nafta in quella sfida silenziosa divenuta per tutti i fiorentini un fatto personale, individuale come si addice a noialtri; intimo, come si vive quando si é immersi nel dramma universale.
Adesso lavorava intorno ad un tavolo trovato per strada senza sapere a chi era appartenuto, quale fosse stata la sua storia; ridotto male come l’animo delle persone in quei giorni e messo lì fuori. Forse era piovuto dal cielo anch’esso come l’acqua che per settimane non ci aveva dato tregua. 
Il babbo continuava a plasmare il paesaggio di creta con le sue mani esperte mosse da gesti antichi. Il riverbero della carta stagnola che modellava per vivacizzare le acque del ruscello illuminava i suoi occhi rendendoli luminosi. Stavolta però avremmo deciso noi il percorso dell’acqua, fonte di vita, esile e trasparente attraverso il paesaggio fantastico del presepe. Pareva al di sopra d’ogni creazione, quella capannuccia che dalla collinetta sovrastava le casette sparse, con i personaggi assorti in un religioso silenzio. La mamma vide tardi il nostro presepe, quando tornò da lavorare, stanca come tutte le sere per il duro lavoro e per la strada fatta a piedi fin dalla mensa del Gas appena fuori le mura di Sanfrediano, piena di gasisti e militari da rifocillare continuamente per i numerosi turni. Dopo cena si mise anche lei a darci mano, e così sullo sfondo del cielo di carta, notturno e stellato, l’ultimo tocco spettò alla Stella cometa.
Ecco, il Presepe era formato, luminoso e vivo. Era pronto l’incanto di sempre fino a stemprarsi oltre i confini di quel piccolo mondo nel nostro.
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Da Massimo Pettinelli abbiamo ricevuto e volentieri pubblicato ampi brani tratti dal suo racconto “San Jacopino” che regala emozionanti suggestioni del quartiere fiorentino tratte dai ricordi della propria gioventù, e per il quale ha ricevuto la medaglia di bronzo alla XXV° Edizione Premio Firenze del 2007.
“Icchecè” lungo la Tramvia…? Scoprilo su Internet
La prossima volta che deciderete di imbarcarvi sulla tramvia – diciamo alla Stazione di Santa Maria Novella – alla volta di Scandicci, e vi accomoderete magari seduti a guardare fuori da uno dei finestrini, potreste riconoscere in anticipo cosa vi passerà davanti agli occhi durante il tragitto o vicino alle fermate se consulterete questo sito internet

Fin dalla prima pagina, Lungotramvia.it è di facile ed immediata consultazione: cliccando sul sottile e sinuoso “filo rosso” che traccia la rotta della tramvia, ad esempio alla voce Cascine, alla pagina successiva sotto il titoletto viale Lincoln – Mercato si possono leggere tutti i rivenditori dei “banchi” del tradizionale mercato del martedì, visualizzabili ciascuno con tanto di foto, recapiti e altri utili riferimenti, tutti ordinati in una precisa classifica in base al numero di click avuti, dunque una lunga Top Ten di popolarità! E così anche in corrispondenza di ognuna delle altre 14 fermate è possibile scoprire – suddivisi per strade - le attività, i negozi, le botteghe e tutti quei punti di interesse – ad oggi più di 800 – esistenti nella zona che hanno deciso di rendersi visibili sul portale informatico dietro pagamento di una modica cifra.
Ma il sito non si ferma solo a questo. In home page, sopra la foto in bianco e nero del panorama fiorentino, corrono i titoli di altre rubriche: oltre alle immancabili “Chi siamo” e “Contatti”, è possibile accedere ad una breve storia della tramvia, ai percorsi delle future Linee 2 e 3, e ai siti di riferimento per approfondimenti ( Tramvia, Comune di Firenze e di Scandicci, ATAF), e dulcis in fundo anche gli esempi di tramvia a Barcellona e Atene (ahimè, quest’ultimo incomprensibile se non si conosce il greco!)
RURALIA 2010, che successo!
Tante gente così non se ne vedeva da un pezzo al Parco delle Cascine, trasformato in un’unica mega fattoria alle porte della città! Una tre giorni, quella di Ruralia 2010, dedicata ad agricoltura, allevamento e ambiente che quest’anno, per la prima volta, la Provincia di Firenze ha replicato con evidente grande successo, dopo la consueta edizione primaverile nel Parco di Villa Demidoff a Pratolino. E il T@zebao si è fatto largo (non senza fatica!) tra la folla di cittadini che ha visitato entusiasta la manifestazione, per immortalare qualche scorcio particolarmente curioso e bizzarro…
La Notte Fiorentina dei 100 luoghi…alle Cascine!
Alla fine, la tanto attesa notte dei 100 luoghi promessa dal Sindaco è arrivata, e migliaia di fiorentini si sono raccolti alle ore 21 in altrettante assemblee sparse in ogni angolo della città per discutere insieme i progetti e gli scenari per la Firenze del futuro. E il T@zebao non ha voluto mancare all’appuntamento, partecipando all’incontro dedicato al Parco delle Cascine, svoltosi nell’omonimo Piazzale in un sala dell’Economato del Comune, e coordinato dallo stesso Matteo Renzi.
La rinascita del Parco, che grazie all’unione con tutta la zona dell’Argingrosso diventerà “il più grande parco urbano d’Europa” con i suoi ben 300 ettari di estensione, è stata illustrata nella prima parte della serata dallo stesso Sindaco con dati, budget e progetti esposti anche sulle pareti della sala (si veda il report sul sito internet). Particolare importanza è stata data al recupero degli edifici inutilizzati all’interno del Parco e alle finalità delle principali strutture attrattive come i due ippodromi(della Molina e del Visarno) e l’anfiteatro.
Poi la parola è passata ai fiorentini presenti (un centinaio, in linea con la cifra simbolo dell’iniziativa, ndr) che hanno esposto con partecipazione e passione le loro opinioni, proposte e perplessità. Una delle osservazioni più condivise e sentite la “strettoia del Barco”, unico accesso al parco per gli abitanti della zona di Novoli, reso difficoltosa e pericoloso dal passaggio di autovetture.
Tra le interessanti anticipazioni uscite dalla serata: la probabile realizzazione di una terza passerella pedonale e ciclabile che collegherà il parco delle Cascine alla riva opposta del fiume, nella zona dell’Argingrosso (il nuovo collegamento sarà realizzato all’incirca a metà tra la passerella dell’indiano e quella dell’Isolotto); il completamento del primo lotto di lavori al Parco della Musica entro dicembre; la collocazione del nuovo Centro dell’Arte e dello Spettacolo voluto dal Maestro Franco Zeffirelli e il recupero funzionale (servizi o ristorazione) della struttura dell’ex Discoteca Meccanò; l’intenzione dell’amministrazione di effettuare un collegamento tra le Cascine e il Parco di San Donato fino a Villa Vogel.
Le conclusioni e gli impegni del Sindaco poco dopo la mezzanotte, con il lancio dell’appuntamento alla presentazione della prima fase dei lavori, il 5 giugno 2011 per l’Ascensione, in occasione della tradizionale festa del Grillo.
Volti, luci e colori dalla Festa Democratica
Continua la kermesse della Festa nella tradizionale e popolare cornice del parco delle Cascine solcato silenziosamente ogni sera dai vagoni illuminati dell’instancabile tramvia.
Una gustosa “Margherita” al PidiPizza, una bistecca Argentina, una Sangria, i numerini della mitica Ruota di Montespertoli, un concerto rock nei pressi dello spazio dei Giovani Democratici, un ricco programma di dibattiti , uno spazio bambini con attrazioni e animatori… Insomma ce n’è per tutti e per tutti i gusti! E il T@zebao continuerà ad offrire su queste pagine degli scorci dell’avvenimento attraverso una galleria di immagini originali e curiose!
Fiorentina, 1926: tutto cominciò così, alle Cascine…
A poche ore dal calcio d’inizio dell’abbuffata Mondiale in Sudafrica, al Parco delle Cascine di Firenze è stato offerto uno spuntino in salsa “belle epoque“… Lo scorso sabato 29 maggio, alle ore 16 sul prato del Quercione si sono affrontate in una gara rievocativa la “Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas” e il “Club Sportivo Firenze“, dalla cui fusione societaria nel 1926 nacque la Fiorentina. Organizzato dal Museo Associazione Calcio Fiorentina Onlus e dedicato all’ Ospedale pediatrico Meyer, nonché condito da costumi d’epoca e arie musicali d’annata diffusi dagli altoparlanti, il match ha visto la partecipazione di giocatori d’eccezione come l’ex viola Alberto Di Chiara, il presidente del Consiglio Comunale di Firenze Eugenio Giani e il sindaco Matteo Renzi. Sparse qua e là, alcune telecamere hanno immortalato l’evento per farne un documentario sul “Calcio delle origini“, mentre nella piccola tribuna d’onore a bordo campo sedeva tra gli altri il cantante Narciso Parigi. Per la cronaca, la partita è finita 6-4 per la Libertas ma a giudicare dalle buone intenzioni degli organizzatori, occasioni di rivincita d’ora in poi ce ne saranno, almeno una ogni anno… (per ingrandire le foto, due click su ciascuna)
Risultati del bando per l’estate fiorentina 2010
L’estate 2010 a Firenze ha iniziato a prendere corpo. L’ assessorato alla cultura ha pubblicato sul sito firenzestate i progetti risultati vincitori del bando per l’assegnazione dei finanziamenti alle migliori iniziative.
I 18 progetti premiati dalla giuria , pur se di diversi tra loro, sono legati da un filo conduttore: il viaggio tra le diverse culture.
Primo tra questi nella graduatoria è il “Festival au Désert / presenze D’Africa”, un festival musicale multidisciplinare che collega Africa, Mediterraneo e Europa, attraverso la collaborazione del Festival au Désert di Essakane (Mali), il più importante festival dell’Africa sub-sahariana, con la Fondazione Fabbrica Europa. Quest’ultimo è l’ente organizzatore di questo evento che si svolgerà per 3 giorni a luglio all’anfiteatro delle Cascine.
A seguire nella graduatoria troviamo “MUV Music and digital art festival”, giunto alla sesta edizione, che ospiterà installazioni audiovisive, dj/live e vj set, performance, rassegne video selezionate, ma anche incontri e workshop con operatori del settore. L’evento si svolgerà in tre diverse location: il complesso delle Murate, in cui troveranno spazio istallazioni multimediali legate al “Paesaggio digitale”, la Biblioteca delle Oblate con l’allestimento di una videozone e infine l’Anfiteatro delle Cascine che ospiterà dal 1 al 6 giugno l’intera sezione performativa del festival.
Riprende il tema centrale del viaggio “Il Milione”, il primo festival italiano multidisciplinare dedicato al tema del viaggio, con la voglia di raccontare le molteplici filosofie e pratiche del viaggiare.
Altri due eventi ci portano a Oriente: Natsu Matsuri, una festa giapponese che si svolgerà ad agosto alle Cascine e “Improvvisamente è cambiato tutto”, una serie di iniziative e manifestazioni che troveranno il loro filo conduttore tematico nella Cina.
Ad agosto ci sarà Transito – eventi performativi nella città, un’iniziativa votata all’originalità e alla partecipazione diretta dei fiorentini. Artisti locali e stranieri porteranno spettacolo e cultura in posti inusuali come autobus e vetrine di negozi, che per l’occasione diventeranno luogo di incontro e partecipazione.
Tornerà anche l’Estate a San Salvi, con un calendario ricco di appuntamenti fino a settembre all’insegna delle arti visive, mentre lo Schermo dell’Arte proporrà Notti di mezza estate, con film dedicati alle arti contemporanee, alla biblioteca delle Oblate.
La letteratura sarà al centro di vari eventi tra cui All’improvviso Dante – 100 canti per Firenze, la rassegna di poesia Voci lontane, voci sorelle e il festival letterario fiorentino ULTRA
Per quanto riguarda la musica molti i generi e le locations: classica al Museo Nazionale del Bargello, antica e contemporanea con AntiCONtemporaneo e sinfonica con il 12° Festival delle Orchestre Giovanili Europee.
Sempre musica ma combinata ad altre arti sarà proposta nell’evento “Dialogo tra cinema e musica” dell’ Istituto Andrei Tarkovskij, nel workshop Summer dance in italy legato all’arte della danza alle Cascine e nel Wrong festival, tregiorni di musica ed arte nell’insolito scenario dei giardini del Mezzetta.
IL CALENDARIO DEGLI EVENTI
All’improvviso Dante 100 canti per Firenze, 15 maggio
Estate a San Salvi 29 maggio -12 settembre
MUV 1-6 giugno
Improvvisamente tutto è cambiato dal 2 al 27 giugno
Il Milione 9-13 giugno
Voci lontane, voci sorelle dal 10 al 23 giugno
Wrong Festival, arte contemporane 18 19 e 29 giugno
Memorie del futuro 13 giugno-24 giugno
Tra Schumann, Cage e l’avanguardia Summerd Dance 21 giugno-12 luglio
Lo schermo dell’arte 29 giugno-2 luglio
AntiCONtemporaneo dal 2 al 15 luglio,
antica e contemporanea Festival au Desert 1-3 luglio
Dodicesimo festival delle orchestre giovanili europee 2-26 luglio
Le Stagioni della Musica 1-30 luglio
Natsu Masturi 3-5 agosto
Transito 4-7 agosto
Festival di letteratura ULTRA, 16-25 settembre Oblate






























































