
Cercare e scovare questo curioso dettaglio nelle infinite pieghe della cattedrale di Santa Maria del Fiore somiglia un po’ al giochino inglese Dov’è Wally? in voga negli anni ’80 e ripubblicato una quindicina d’anni fa da l’Unità, allora diretta da Walter Veltroni…
Aguzziamo dunque la vista: dando le spalle a via Ricasoli e contemplando con attenzione la fiancata del Duomo, in alto sulla sinistra riusciremo con un po’ di pazienza a mettere a fuoco tra le decorazioni della cattedrale una figura apparentemente intrusa e bizzarra, ovvero la testa di un bovino… Che ci fa lassù?
La spiegazione più logica e plausibile potrebbe essere quella di un riconoscimento simbolico a tutti quegli animali che con la loro forza e fatica trascinarono per più di un secolo centinaia di tonnellate di pietre e marmi utili per innalzare, fino a quel punto e ben oltre, la gigantesca mole della chiesa.
Ma se invece quella testa – di un toro anziché di una vacca viste le piccole corna che sfoggia - fosse la traccia di una… “zingarata” Quattrocentesca?

E dal momento che proprio in questi giorni sono iniziate le riprese toscane del prequel di “Amici miei” ambientato proprio nel XV secolo, perché non raccontarla?
Il gossip dell’epoca ci tramanda infatti la leggenda di un mastro carpentiere impegnato nei lavori di costruzione della nuova cattedrale, e diventato l’amante di una donna che aveva dimora proprio di fronte a quel grande cantiere. Scoperta la tresca da parte del marito, fu scandalo e intervenne la giustizia imponendo la fine della loro relazione adulterina.
Ma il carpentiere volle comunque vendicarsi e decise dunque di adornare quel segmento di facciata con quella testa “cornuta” rivolta proprio verso la casa della donna, quasi a voler ricordare al marito, ogni volta che si fosse affacciato alla finestra, la storia di quel tradimento…!
Insomma, come si usa dire, “per i bischeri un c’è paradiso”, specie in piazza Duomo… (to be continued)

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