17 dicembre 2011 – Firenze risponde con un corteo pacifico di ventimila persone provenienti da tutta Italia alla follia omicida di Gianluca Casseri, assassino di Modou Samb e Mor Diop. NO AL RAZZISMO.
17 dicembre 2011 – Firenze risponde con un corteo pacifico di ventimila persone provenienti da tutta Italia alla follia omicida di Gianluca Casseri, assassino di Modou Samb e Mor Diop. NO AL RAZZISMO.
di Linda Betti
Il 13 febbraio a Firenze come in tutta Italia si è svolta una manifestazione dal titolo “Se non ora quando?“. Il logo rosa, simbolo dell’evento e l’intenso tam-tam sulla rete, mi spingono (e sicuramente non sarò l’unica) ad identificarla anche come una manifestazione femminista (oh mio Dio che termine demodè ho usato, di questi tempi è quasi un’offesa l’appellativo “femminista”). Dal mio punto di vista però, è stata
soprattutto una dimostrazione di dignità da parte delle migliaia di persone (quindi senza distinzione di genere) che sono scese in piazza manifestando il loro disgusto per la mercificazione dell’essere umano, e quindi anche del corpo, soprattutto femminile, che sta avvenendo un questo paese. E’ troppo semplice ricondurre questa indignazione solo alle “selvagge notti del bunga-bunga presidenziale”, anche se per questo, mi pare che il titolo “Se non ora quando?” sia azzeccatissimo, come a dire che altro stiamo aspettando per manifestare il nostro dissenso? …..ma questo mio non vuole essere un discorso moralistico del genere disprezzo il concubinaggio in se per se….sia chiaro ognuno a questo mondo puo’ decidere di campare come gli pare e se per vivere vuol vendere il proprio corpo faccia pure, non ho nulla da ridire. Il problema sorge quando ci si prostituisce nei confronti del potere, e questo puo’ essere fatto benissimo anche da un maschio (mi viene in mente l’on Scilipoti dell’Idv, solo per citarne uno), e soprattutto quando la prostituzione diventa regola non scritta per sopravvivere in una società in cambio di potere o denaro . Vedo davanti a me la prostituzione elevata a sistema, mi viene in mente il padre di una delle tante “lucciole” capitate nella residenza presidenziale, che, alla domanda se sua figlia fosse una delle “amanti” del Premier, rispose candido “mia figlia amante del Presidente? no!..magari lo fosse“, discorso che venti, trent’anni fa, poteva essere parafrasato così “mia figlia dipendente alle poste? no! magari avesse trovato il posto fisso!“……E’ questo sistema (che nel bunga-bunga ha raggiunto il suo apice) che mi spaventa e urta la mia sensibilità di essere umano (non solo di donna), e mi rinfranca lo spirito aver visto che in piazza eravamo così tanti…. perchè, SE NON ORA QUANDO?
Il 31 Dicembre 2010, si è svolta la venticinquesima Fiaccolata per la Pace – Trofeo Ada Nesti, gara podistica non competitiva di circa 8 km a cui hanno partecipato circa duecento persone. La corsa organizzata dalla Pubblica Assistenza Humanitas di Firenze e dal Gruppo Sportivo Le Torri del Quartiere 4, da diciassette anni è dedicata alla memoria delle vittime della strage di stampo mafioso avvenuta in via dei Georgofili, nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993. Il percorso infatti si snoda fra la sede dell’ Humanitas di viale Talenti fino alla centralissima via del tragico accaduto, dove il presidente della Commissione Sport del Quartiere 4 Donatella Villani, ha deposto una corona celebrativa, attorniata da podisti, sbandieratori, turisti e curiosi. Il corteo dei corridori si è poi diretto nuovamente alla sede dell’Humanitas, sfilando però prima per le vie del centro storico, sventolando bandiere arcobaleno. La Fiaccolata è un’ulteriore occasione per dare il benvenuto all’anno nuovo nel segno della salute fisica e mentale e della solidarietà. Alla prossima edizione e buon anno 2011 a tutti voi!
E’ di pochi giorni fa la notizia secondo cui alcuni ricercatori dell’Università di Firenze sono riusciti a mettere a punto un radar olografico a microonde in grado di intercettare le mine antiuomo nascoste nel suolo: questa è stata l’unica apparecchiatura selezionata tra gli strumenti innovativi ad alta utilità sociale che verranno presentati a Londra (in Italia credo sia difficile tenendo conto degli ampi finanziamenti alla cultura e alle scienza ) nell’ambito della Summer Science Exhibition 2010.
Il team fiorentino, che si occupa da oltre 10 anni di tecnologie elettroniche applicate allo sminamento umanitario, e’ composto da Lorenzo Capineri e Pierluigi Falorni, del Laboratorio ultrasuoni e controlli con distruttivi del Dipartimento di Elettronica e telecomunicazioni. Assieme ai colleghi di Culham Centre for Fusion Energy (Gran Bretagna, Bauman Moscow State Technical University (Russia), Walnut Ltd., SakaechoTachikawa (Giappone), Franklin and Marshall College (USA) i due ricercatori hanno realizzato uno strumento in grado di ottenere le immagini ad alta risoluzione di oggetti posti fino a circa 15 centimetri sotto la superficie, rilevandone dimensioni e forma.
Le aree dove si registra ancora un massiccio utilizzo delle mine antiuomo sono la Somalia, la Birmania e il Pakistan
Tuttavia la buona notizia che un gruppo di giovani ricercatori di dell’Università di Firenze siano riusciti a mettere a punto uno strumento radar tanto utile, contrasta inevitabilmente con il comportamento in altri parti d’Italia nell’ambito dell’industria bellica. Il nostro Paese è infatti il secondo produttore al mondo di armi e, benché abbia interrotto la produzione di mine antiuomo (nel ‘92 era il terzo produttore al mondo di mine: produzione abbandonata attraverso l’adesione al trattato di Ottawa del 1997), ha smesso da anni di investire nelle operazioni di bonifica e sminamento ma, soprattutto, ha continuato nella produzione dei componenti che servono ad assemblare le mine. “Le schede che permettono il funzionamento delle mine – ha spiegato recentemente Marcello Storgato, padre saveriano di Brescia, promotore della campagna sulle mine antiuomo – vengono prodotte ufficialmente per altri usi in provincia di Brescia, ma sappiamo che poi finiscono all’estero, dove rientrano nella fabbricazione dei micidiali ordigni”.
Importante anche la denuncia del Gruppo Everyone (organizzazione per la cooperazione e la salvaguardia dei diritti umani), che ha inviato una lettera al presidente dell’Onu Ba Ki-moon: “E’ fondamentale che la civiltà si liberi dall’orrore delle mine anti-uomo, ma per ottenere un risultato accettabile in questo campo è necessario vigilare sui comportamenti irresponsabili degli Stati che perseguono politiche industriali mortifere, dedicando enormi risorse al mercato bellico.
Altrettanto fondamentale è il controllo degli investimenti nei settori delle mine anti-uomo e delle bombe a grappolo effettuati dai gruppi bancari e finanziari internazionali. Tramite tali gruppi, infatti, non è difficile raccogliere fondi nei Paesi aderenti al trattato di Otawa per utilizzarli poi nelle più atroci produzioni belliche”.
Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha dichiarato recentemente che “le mine antiuomo sono armi dall’utilizzo indiscriminato che causano gravi mutilazioni, uccidono e ostacolano la ricostruzione nelle aree devastate dai conflitti. Ecco perché è necessario raddoppiare gli sforzi per evitare la perdita di vite umane e restituire ai nostri figli un pianeta libero dal pericolo letale degli ordigni inesplosi”.
Fonte:

Martedì 13 ottobre 2009 presso il bar Giubbe Rosse in piazza della Repubblica a Firenze, si è tenuta una conferenza stampa di presentazione dei risultati del convegno “Esperienze avanzate di riduzione delle polveri sottili: le strategie e i migliori esempi da seguire per il risanamento della qualità dell’aria nell’area metropolitana fiorentina” tenutosi il 2 ottobre 2009 a Palazzo Medici Riccardi.
Un’area geografica, quella fiorentina, dal punto di vista ambientale notoriamente svantaggiata, posta come è in una conca in cui l’aria spesso ristagna. Le “Polvere Sottili” rappresentano, come noto, uno tra gli inquinanti più insidiosi, dannosi e difficili da combattere nelle aree urbane ed industriali europee: ma qualcosa sembra sia possibile fare, articolando differenti strategie su diversi terreni, dal traffico alla produzione industriale al riscaldamento degli edifici…
A questo proposito, dopo aver letto le conclusioni del convegno, abbiamo rivolto alcune domande ad uno tra i relatori e promotori della ricerca alla base dei risultati presentati: Sergio Gatteschi, Presidente Amici della Terra Toscana ONLUS
Dalle conclusioni del convegno, sembra emergere un primo dato sorprendente: gli agenti inquinanti atmosferici nell’area fiorentina risultano diminuiti…
Non è poi così sorprendente: tutti, o quasi, gli impianti di riscaldamento a nafta/gasolio sono stati sostituiti con impianti a metano che inquinano molto meno; il parco automezzi e motomezzi è stato forzatamente rinnovato, mettendo in circolazione mezzi privati molto meno inquinanti. Il risultato è che tutti gli agenti inquinanti – dallo zolfo al monossido di carbonio – sono diminuiti in maniera drastica ed oggi rientrano nei limiti di legge.
Le “polveri”, per quanto diminuite, non riescono tuttavia a restare nei limiti massimi previsti, dal momento che non è solo il traffico veicolare ad emetterle: anzi, il riscaldamento e le altre combustioni fatte “in casa” o in impianti civili come gli uffici hanno un peso e una responsabilità maggiori nei giorni in cui i limiti vengono superati.
Sul versante “incenerimento rifiuti”, risulterebbe che quello di tipo industriale incide molto meno di quello prodotto dai cosiddetti “fuochi liberi”.
Si può tranquillamente togliere il condizionale: non solo incide molto meno ma in maniera quasi irrilevante. La proporzione tra le polveri prodotte dai cosiddetti “fuochi liberi” con cui si bruciano i rifiuti agricoli – che poi tanto rifiuti non sono, a ben vedere…- e le polveri prodotte dagli inceneritori/termovalorizzatori di rifiuti è, sul territorio nazionale, addirittura in un rapporto di 250 a 1!
Una curiosità: dai dati presentati, risulta che nell’elenco degli sforamenti dei limiti delle concentrazioni di “polveri” del 2008, se ne registra uno persistente del mese di giugno, dovuto alle “sabbie sahariane”…Un’ulteriore dimostrazione della globalità dei problemi ambientali?
E’ proprio così. Le polveri viaggiano molto, e vanno molto lontano, costituendo una presenza indipendente dai fattori locali. Se però ci fossero solo le polveri che arrivano da fuori, gli sforamenti li avremmo solo quando il vento le porta dal Sahara, cosa che, onestamente, non capita spesso! E, cosa importante, le polveri “naturali” come la sabbia, o il sale marino, non fanno male alla salute. Quelle derivanti da combustioni, invece, possono fare male. Quindi, al lavoro per abbatterle!
Tra pochi giorni, a Firenze, piazza Duomo sarà finalmente chiusa al traffico. Può essere una svolta decisiva per la lotta all’inquinamento nella nostra città?
Decisiva, no; ma utile, sì. Decisivo, per tutti noi – e parlo degli Amici della Terra e di tutti i partecipanti al convegno – sarà un impegno e un lavoro che porti ad abbattere i consumi dei riscaldamenti delle case; la creazione e la messa in servizio di un trasporto elettrico su ferro (almeno le tre linee di tramvia previste, più un uso “metropolitano” del treno); l’aumento in percentuale dei trasporti più sostenibili (in autobus, a piedi, elettrici, in bicicletta, ecc.) a scapito del trasporto privato di persone e merci su gomma; l’installazione di filtri antiparticolato per chi brucia legna come riscaldamento e per chi usa motori diesel; il controllo dei fuochi liberi, specialmente nei momenti in cui le polveri iniziano ad innalzarsi…Insomma, una strategia seria che comprenda diverse misure e che copra tutte le fonti di inquinamento, per il benessere della nostra salute e della nostra amata città.
(Le relazioni presentate al convegno possono essere scaricate dal sito www.amicidellaterratoscana.it)
Gianluca Giannini