Eccezionalmente, questa volta, noi de Il T@zebao, ci siamo spostati da Firenze a Carrara, per un reportage dalla Biennale 2010.
La giuria internazionale composta da Hedwig Fijen, direttrice dell’IFM (Fondazione Internazionale
Manifesta) di Amsterdam, Viktor Misiano, curatore indipendente direttore della rivista Moscow
Art e Tullio Leggeri, collezionista, ha assegnato il Premio a Rossella Biscotti per il suo progetto
“Gli anarchici non archiviano“.
Il nome di Rossella va ad aggiungersi all’albo d’oro dei premiati nel nome del grande Maestro. Nato
nel 1997 il Premio ha visto negli anni passati affermarsi artisti come Daniel Spoerri, Luigi Mainolfi,
Hidetoshi Nagasawa, Claudio Parmiggiani, Giò Pomodoro.
La giovanissima artista, ha soli 32 anni, pugliese di nascita ma olandese di adozione, partecipa
alla XIV Biennale Internazionale di Scultura di Carrara – Postmonument, con un progetto
che ruota attorno al concetto di memoria e al centro della sua ricerca si pone l’archivio inteso
non soltanto come strumento di lavoro ma come soggetto e modello della pratica artistica.
Rossella ha scelto per la Biennale di Carrara una esposizione di tavoli su cui sono disposti caratteri
mobili per la stampa, incomprensibili a una prima occhiata in quanto ribaltati. Le lettere così
affiancate compongono frammenti di testi anarco-socialisti. Leggibili dopo
un’attenta decifrazione le frasi lapidarie “Pel bene dell’umanità dovrebbe essere distrutto ogni
principio d’autorità, e con esso l’ordine dell’attuale famiglia e ogni proprietà individuale’.

I lavori di Rossella Biscotti sono ancora visibili fino al 31 ottobre prossimo assieme a quelli dei
venticinque artisti internazionali che hanno preso parte alla Biennale. Le opere dislocate nelle varie
sedi, dalle Alpi Apuane al mare, guidano i visitatori della XIV kermesse attraverso una riflessione
sul radicale processo di de-monumentalizzazione che ha interessato il nostro tempo.







