Immaginate la scena, se domani, durante una manifestazione o un comizio in una piazza della nostra città, tra la folla irrompesse all’improvviso un possente cavallo nero al galoppo: dopo i primi attimi di sorpresa e sconcerto e le ipotesi a caldo sulla sua provenienza (un circo? un ippodromo? un calesse di un fiaccheraio?) verrebbe chiamata la polizia per catturare l’animale e garantire l’incolumità delle persone e l’ordine pubblico. Poi tutto tornerebbe presto alla normalità, con qualche vivace titolo di cronaca nei quotidiani locali.
Ma nel lontano XIII° secolo un fatto del genere avrebbe scatenato ben altre reazioni di panico e superstizione; e così avvenne nel 1245 durante un’affollata predica di San Pietro da Verona - tra i fondatori della Confraternita della Misericordia - nei pressi dell’antica Piazza del Mercato Vecchio, sostituita nella seconda metà dell’ottocento dall’attuale Piazza della Repubblica.
L’irruzione di quel cavallo nero fu interpretata allora dal popolo terrorizzato come una vera e propria incarnazione del Diavolo, che solo il segno della croce disegnato nell’aria dai gesti del Santo riuscì a mettere in fuga e far scomparire senza lasciar traccia. Si gridò al miracolo, e di quello straordinario evento rimane tuttora traccia all’angolo tra via Vecchietti e Via Strozzi nelle sembianze di un “diavoletto” portabandiera modellato dal Giambologna e mimetizzato tra insegne e cartelloni stradali.
E per chi non si accontentasse del piccolo “dèmone” appoggiato al palazzo, è possibile anche ammirare una sorta di “istantanea” dell’epoca, un affresco che ritrae quell’avvenimento sulla facciata della Loggia del Bigallo prospiciente il Battistero di San Giovanni: si può osservare il Santo che dal pulpito benedice la folla, sulle cui teste pare volteggiare il ”diabolico” destriero!
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