Estate, finalmente! E dunque tempo di vacanze…ma per chi resta in città?
Oggi una delle principali e più originali alternative per chi resta a Firenze è lo spazio balnear-culturale “Easy Living“ o spiaggia d’Arno attrezzata nei pressi di Piazza Poggi, quasi all’ombra della Torre di San Niccolò, con sdraio, lettini e ombrelloni gratuiti, punti di refrigerio e ristoro, spettacoli, spazi ed attività per bambini, collegamento wi-fi, etc.
Ma nel passato, quando i concetti di viaggio e vacanza erano pressoché sconosciuti, come trascorrevano i fiorentini i mesi di calura estiva?
Lungo le antiche mura fiorentine, sulla riva destra del fiume all’altezza della Pescaia di Santa Rosa (Lungarno Vespucci, attuale zona consolato USA/Villa Favard per intendersi) si apriva la cosiddetta Porticciola d’Ognissanti (detta anche Vagaloggia) tra i più frequentati e popolari luoghi di passeggio, di pubblico svago e di bagni pubblici.
L’ingresso era gratuito, a pagamento l’affitto dell’asciugamano e la custodia degli abiti, mentre una cancellata divideva i settori degli uomini e delle donne…
Anche presso l’antico Ponte alle Grazie, quando questo era ancora punteggiato da casupole adibite ad abitazioni o botteghe poi abbattute nell’Ottocento, sul versante più vicino all’Oltrarno, si trovava un bagno pubblico che permetteva attraverso una scala di legno di calarsi sulla riva del fiume a buon prezzo. Il luogo era tuttavia noto per la sua eclatante e già allora scandalosa ma pur tollerata promiscuità tra bagnanti…
Ai primi del ‘900 allo “stabilimento balneare” della Rari Nantes Florentia situata ancora oggi in Lungarno Ferrucci era possibile fare i bagni ed usufruire di servizi come cabine, docce e salvagenti e svolgere attività agonistiche e ludiche nell’acqua e dove i soci, in classica tenuta da bagno, erano soliti esibirsi in tuffi…
In tempi più recenti, cioe gli anni ’30, si potevano anche fare delle originali crociere sull’Arno – sullo stile dei moderni bateaux-mouches parigini sulla Senna – a bordo dell’imbarcazione Fiorenza, con musica, balli e voglia di mettersi in mostra da parte soprattutto della “Firenze bene” che poteva permettersi l’esborso del biglietto!
Ma uno dei detti più curiosi e in voga tra il XIV e il XV secolo, per tutti i fiorentini che desideravano trovare sollievo dalla canicola estiva era quello di “andare a’ marmi”… e non intendevano ovviamente andare in Versilia e a Forte dei Marmi bensì, senza uscire dalle mura fiorentina, recarsi nei secolari cantieri della costruenda Cattedrale di Santa Maria del Fiore e accomodarsi a frescheggiare seduti sopra le lastre di marmo accatastate nella piazza, per trascorrere piacevoli serate ad incontrarsi, conversare e trovare appunto refrigerio alle lunghe e torride giornate estive.
Nello stesso scenario era quasi sempre possibile scorgere anche Dante Alighieri, un appassionato contemplatore dei lavori di costruzione del Duomo: ed è proprio da un mitico aneddoto che riguardava lui e la sua eccezionale memoria che nacque la leggenda del “Sasso” su cui era solito sedersi e di cui ancora oggi è possibile rintracciare memoria sulla facciata di un palazzo alle spalle della Cupola… ma questa, è un’altra storia!
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