Era una notte buia e tempestosa - quella di un remoto 17 gennaio 1600 a Firenze – quando uno sciagurato evento meteorologico lasciò inciso per sempre su piazza Duomo una sorta di “cicatrice”, tonda bianca e senza alcuna scritta, che ancora oggi giace sul suo lastricato anonima e misteriosa…
Infatti è proprio in una notte dei primi giorni del XVII secolo che a Firenze una saetta si è abbattuta con violenza e precisione chirurgica sulla sommità della Cupola scalzandone la palla bronzea scolpita da Andrea Verrocchio e collocata lassù nel 1486. Fu scaraventata giù per i 114 metri di altezza, provocando nella caduta diversi danni alla cattedrale e infine un sinistro boato che si aggiunse ai grappoli di tuoni che funestavano la città, raggelando il sangue dei fiorentini.
Fortunatamente nessuno rimase vittima di quel crollo, ma a futura memoria, nel punto di caduta, fu ricavata una lapide di marmo sferica, sulla quale però non fu vergata alcuna parola che ricordasse i dettagli di quel bizzarro evento.
In quel preciso punto si può pensare che il tempo si sia fermato, come succedeva in una delle sequenze più celebri di “Ritorno al futuro“, famoso film degli anni ’80. E se anche a voi, catapultati in un lontano passato a bordo di una potente macchina del tempo, capitasse di restare a secco di carburante e aveste bisogno di “1,21 GigoWatt” di potenza per continuare a viaggiare tra passato e futuro, allora prendete nota e attrezzatevi nel modo giusto nei pressi di quella lapide: un lungo cavo elettrico, una lunga rincorsa e l’energia di un fulmine è ciò di cui avrete bisogno !
L’ importante però, solcando le barriere del Tempo, è non perdere l’orientamento e smarrire la strada giusta, rischiando di ritrovarsi, alla fine della corsa, magari alla fine del ‘400, o quasi 1500… a Frittole!







