Archive for maggio, 2010

Piero Cisternino, sarto per passione e professione

Posted by Linda Betti On maggio - 28 - 2010

E’ stata una piacevole serata, quella dello scorso 24 maggio. Presso la biblioteca Harold Acton del British Institute of Florence, in Lungarno Guicciardini, si è infatti svolta la presentazione del libro “Piero Cisternino -un uomo, una storia, una passione” scritto da Maria Carmela Ostillio ed edito da Polistampa. Il libro racconta la storia di un grande professionista della sartoria: Piero Cisternino.
Piero, di origine pugliese ma emigrato in giovane età a Firenze, è diventato negli anni un maestro sarto, ed è tuttora operativo nella sua sartoria di via del Purgatorio a Firenze.
Il testo ripercorre la vita privata e professionale di un grande sarto consapevole di essere, purtroppo, il rappresentante di una categoria professionale ormai in via di estinzione.

Durante la serata, a celebrare ulteriormente la maestria di Piero Cisternino, oltre all’autrice del libro, sono intervenuti:  Elisabetta Cianfanelli, assessore al turismo e alla moda del Comune di Firenze, Mauro Fancelli, presidente del C.N.A. di Firenze  e il professor Giampiero Maracchi.

L’evento si è concluso con la brillante esibizione dei cantanti lirici Miki Shibahara, Beatriz Oyarzabal Pinan e Romano Martinuzzi, accompagnati al pianoforte da Cristiano Manzoni. Gli artisti si sono esibiti in alcuni brani tratti dalla “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini

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Enrico Brignano? Val bene una Finale!

Posted by Gianluca Giannini On maggio - 23 - 2010

Nella notte della finale di Champions League di sabato scorso, molti fiorentini hanno preferito affollare il Teatro Saschall  fino al classico sold out (tutto esaurito, il terzo nella nostra città nel giro di pochi mesi, il quarto domenica pomeriggio) e tifare un comico che dichiara sì di essere romano ma di non averne colpa e anzi esserne orgoglioso… Via il sipario, e preceduto dalle note dell’orchestra diretta da Federico Capranica– la  sua “Band della Magliana” – irrompe sul palco Enrico Brignano, già fenomeno di Zelig e star televisiva e ora anche teatrale con ilsuo spettacolo “Sono romano ma non è colpa mia”.
Una (falsa) recensione polemica sul presunto provincialismo romanesco dei suoi spettacoli letta da una (falsa) pagina de “la Nazione” squadernata davanti al pubblico dà lo spunto all’attore per esplodere tutta la sua incontenibile ed irresistibile “romanità”, ben lontano da ogni senso di colpa, maddeché, daverodavero? E noi pubblico gli siamo ben grati, anzi entusiasti e siamo trascinati in un turbinio incessante  di gag, giochi di parole, imitazioni, gramlot e canzoni. Molti spettatori avranno presto le lacrime agli occhi dalle risate, qualcuno qua e là scandalosamente preda di ululati quasi isterici.Quasi tre ore di spettacolo funambolico, che scorrono via veloci tra battute, ricordi d’infanzia, spunti d’attualità e una fantastica galleria di imitazioni “internazionali”, dal russo-sovietico che scandisce l’Ambarabacciccicocò, al logorroico Cubano Castrista con impreviste scivolate hitleriane al Cinese-napoletano con tanto di Libretto Rosso tra le mani… Insomma, Brignano val bene una Coppa!

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Sindaci d’Italia “al tappeto”: scene da un flashmob…

Posted by Gianluca Giannini On maggio - 20 - 2010

Sono da poco passate le ore 11 di giovedì 20 maggio quando nella Piazza Signoria inondata dal sole fa il suo ingresso il corteo dei Sindaci del Centro Italia (Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Toscana, Umbria) che si sono dati appuntamento a Firenze per inscenare una insolita forma di protesta – un “flashmob”contro i tagli del Governo centrale verso i Comuni, peraltro soffocati anche dai vincoli finanziari del patto di stabilità che impediscono loro un’adeguata capacità di spesa ed investimento. I sindaci si sono schierati di fronte a Palazzo Vecchio  - al cospetto dei loro gonfaloni allineati tra la statua del “Biancone” e quella del David – e al suono della sirena si sono sdraiati a terra simulando per un minuto un KO metaforico a cui rischiano però di andare realmente incontro per mancanza di risorse… (Nda: fare un doppio clic sulle singole foto per ingrandirle)

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Anno 1600, crolla un pezzo di Cupola!

Posted by Gianluca Giannini On maggio - 10 - 2010

Era una notte buia e tempestosa - quella di un remoto 17 gennaio 1600 a Firenze – quando uno sciagurato evento meteorologico lasciò inciso per sempre su piazza Duomo una sorta di “cicatrice”, tonda bianca e senza alcuna scritta, che ancora oggi giace sul suo lastricato anonima e misteriosa…
Infatti è proprio in una notte dei primi giorni del XVII secolo che a Firenze una saetta si è abbattuta con violenza e precisione chirurgica sulla sommità della Cupola scalzandone la palla bronzea scolpita da Andrea Verrocchio e collocata lassù nel 1486. Fu scaraventata giù per i 114 metri di altezza, provocando nella caduta diversi danni alla cattedrale e infine un sinistro boato che si aggiunse ai grappoli di tuoni che funestavano la città, raggelando il sangue dei fiorentini.
Fortunatamente nessuno rimase vittima di quel crollo, ma a futura memoria, nel punto di caduta, fu ricavata una lapide di marmo sferica, sulla quale però non fu vergata alcuna parola che ricordasse i dettagli di quel bizzarro evento.

In quel preciso punto si può pensare che il tempo si sia fermato, come succedeva in una delle sequenze più celebri di “Ritorno al futuro“, famoso film degli anni ’80. E se anche a voi, catapultati in un lontano passato a bordo di una potente macchina del tempo, capitasse di restare a secco di carburante e aveste bisogno di “1,21 GigoWatt” di potenza per continuare a viaggiare tra passato e futuro, allora prendete nota e attrezzatevi nel modo giusto nei pressi di quella lapide: un lungo cavo elettrico, una lunga rincorsa e l’energia di un fulmine è ciò di cui avrete bisogno !
L’ importante però, solcando le barriere del Tempo, è non perdere l’orientamento e smarrire la strada giusta, rischiando di ritrovarsi, alla fine della corsa, magari alla fine del ‘400, o quasi 1500… a Frittole!

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Un toro sul Duomo: “zingarata” Quattrocentesca?

Posted by Gianluca Giannini On maggio - 1 - 2010

Cercare e scovare questo curioso dettaglio nelle infinite pieghe della cattedrale di Santa Maria del Fiore somiglia un po’ al giochino inglese Dov’è Wally?  in voga negli anni ’80 e ripubblicato una quindicina d’anni fa da l’Unità, allora diretta da Walter Veltroni
Aguzziamo dunque la vista: dando le spalle a via Ricasoli e contemplando con attenzione la fiancata del Duomo, in alto sulla sinistra riusciremo con un po’ di pazienza a mettere a fuoco tra le decorazioni della cattedrale una figura apparentemente intrusa e bizzarra, ovvero la testa di un bovino… Che ci fa lassù?
La spiegazione più logica e plausibile potrebbe essere quella di un riconoscimento simbolico a tutti quegli animali che con la loro forza e fatica trascinarono per più di un secolo centinaia di tonnellate di pietre e marmi utili per innalzare, fino a quel punto e ben oltre, la gigantesca mole della chiesa.
Ma se invece quella testa – di un toro anziché di una vacca viste le piccole corna che sfoggia - fosse la traccia di una… “zingarata” Quattrocentesca?

E dal momento che proprio in questi giorni sono iniziate le riprese toscane del prequel di “Amici miei” ambientato proprio nel XV secolo, perché non raccontarla?
Il gossip dell’epoca ci tramanda infatti la leggenda di un mastro carpentiere impegnato nei lavori di costruzione della nuova cattedrale, e diventato l’amante di una donna che aveva dimora proprio di fronte a quel grande cantiere. Scoperta la tresca da parte del marito, fu scandalo e intervenne la giustizia imponendo la fine della loro relazione adulterina.
Ma il carpentiere volle comunque vendicarsi e decise dunque di adornare quel segmento di facciata con  quella testa “cornuta” rivolta proprio verso la casa della donna, quasi a voler ricordare al marito, ogni volta che si fosse affacciato alla finestra, la storia di quel tradimento…!
Insomma, come si usa dire, “per i bischeri un c’è paradiso”, specie in piazza Duomo… (to be continued)

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