La Cupola, “Mission Impossible” del ‘400

Posted by Gianluca Giannini On aprile - 2 - 2010

Nei primi anni del ‘400 a Firenze, alla nuova Cattedrale di Santa Maria del Fiore ormai in via di ultimazione mancava ancora qualcosa, nella parte posteriore del tetto,  che avrebbe dovuto ricoprire un vero e proprio “cratere” di più di 50 metri di diametro.  A partire dal 1420 su  quel vuoto lassù in alto iniziarono infatti i lavori di costruzione di quello che è considerato uno dei più celebri capolavori architettonici del Rinascimento…
Domenica 8 marzo, la seconda “lectio magistralis” del ciclo di incontri “Firenze e la scienza” presso il Cinema Odeon di Firenze (nella foto sotto, la locandina all’esterno della sala), dal titolo “La cupola impossibile: Brunelleschi e l’arte del costruire“, è stata interamente dedicata alla storia delle fasi di progettazione e di realizzazione, tra il 1420 e il 1436, del simbolo tra i più conosciuti della nostra città.

Relatore della lezione - introdotta dal giornalista Raffaele Palumbo – è stato il professor Francesco Gurrieri, ordinario di Restauro dei Monumenti dell’Università di Firenze ed esperto di fama internazionale in tematiche relative alla conservazione dei beni culturali ed ambientali.
Attraverso la proiezione di disegni, progetti e carteggi antichi, con linguaggio semplice e divulgativo Gurrieri ha condotto il numeroso pubblico alla scoperta dei segreti di quella che Leon Battista Alberti ebbe a definire all’epoca come una struttura così grande da ”gettare la sua ombra su tutti i popoli della Toscana”
La sua costruzione fu segnata da vibranti polemiche e conflitti vergati su ostili carteggi già all’indomani del concorso che decretò la sconfitta tra gli altri del progetto di un concorrente del calibro di Lorenzo Ghiberti - autore di altri capolavori  come la Porta del Paradiso del Battistero di San Giovanni. Il vincitore, Filippo Brunelleschi,  si dedicò alla costruzione della gigantesca cupola adottando intuizioni tecniche ed architettoniche ancora inaudite a quei tempi.
Grazie a 16 “pontate”, o ponteggi di lavoro ad altezza d’operaio - sollevate una per ciascun anno di lavoro – l’impianto fondamentale fu eretto e si resse sulla celebre ed innovativa tecnica, o apparecchiatura detta a spina di pesce, che garantiva straordinaria tenuta, solidità e stabilità, riuscendo inoltre ad evitare enormi e dispendiosi ponteggi da terra e relativo legname da dover disboscare intere foreste! E fu così che, con originali accorgimenti ed innovazioni tecnologiche,  i due straordinari gusci concentrici, l’uno dentro l’altro, che costituiscono il cuore del possente monumento presero forma e slancio e videro la luce… La Lanterna che chiosa la sommità della Cupola fu oggetto di altro bando di concorso vinto dallo stesso Brunelleschi, che però morì nel 1446 prima di vederne il suo definitivo completamento .
Da annotare come una vera e propria branca di studi – in cui si è cimentato nel secolo scorso anche l’architetto Pier Luigi Nervi, progettista tra l’altro dello stadio di Firenze – è stata dedicata ai cosiddetti scrèpoli, cioè alle fessure ed ai cedimenti che i malanni dei secoli hanno infilitto e continuano ad infliggere alla Cupola, in parte dipesi dai non armonici punti di appoggio sottostanti, in parte dalle scosse e traumi ambientali. Di tutto questo si cominciò finalmente a tener conto dal 1976, quando fu allontanato il traffico veicolare dal lato sud della cattedrale prospiciente la sede storica della Misericordia, proprio vicino a dove dall’800, dal Palazzo dei Canonici, la statua di Brunelleschi pare non stancarsi mai di osservare e studiare ancora la sua creatura.

Quell’anno segnò dunque il primo ed ancora inconsapevole passo verso l’attuale completa pedonalizzazione della piazza del Duomo,  forse una scelta decisiva per la salvaguardia di quella formidabile “Mission Impossibile” del Rinascimento che ancora svetta imponente sui tetti di Firenze.

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