Archive for aprile, 2010

Piazza San Giovanni, la Memoria di un antico miracolo

Posted by Gianluca Giannini On aprile - 27 - 2010

 

Prima della recente pedonalizzazione di piazza Duomo, era soffocata, come il resto dei monumenti, dal traffico caotico e incontrollabile che le scorreva accanto; in più, di recente è stata per anni sopraffatta da un’impalcatura mostruosa per i lavori di restauro della prospiciente canonica di San Giovanni, ora adibita a centro di accoglienza turistica. Oggi, finalmente, la Colonna di San Zanobi spicca di nuovo solitaria e autorevole per ribadire la sua storia millenaria …
Era la fine di gennaio dell’anno 429 quando la salma del primo vescovo di Firenze, San Zanobi, fu trasportata dalla basilica di San Lorenzo a quella vicina di Santa Reparata (ancora visibili i reperti nei sotterranei dell’attuale cattedrale di Santa Maria del Fiore, l’attuale Duomo), attraverso l’antica Porta Contra Aquilonem che nell’antichità si apriva nelle primitive mura di Firenze, proprio allo sbocco dell’attuale Via Borgo San Lorenzo.
La processione che ne seguì fu organizzata con gran cerimoniale e partecipazione di autorità religiose e di folla che si accalcava per toccare le spoglie del  Santo. E si racconta che forse fu proprio a causa della calca dei devoti che nei pressi del Battistero, allora circondato ancora da piena campagna, il feretro finì per urtare involontariamente contro un olmo disseccato da molti anni, il quale non appena toccato cominciò a riprendere vita e rinverdire nonostante la rigidità del clima invernale e il tagliente vento di tramontana. Si gridò dunque al miracolo: quell’albero divenne oggetto di culto e venerazione, progressivamente smembrato in tante piccole reliquie, e in memoria del prodigioso e sacro evento venne eretta proprio in quel preciso punto la Colonna che è sopravvissuta fino ai nostri giorni, seppur con una copia che prese il posto della originale dopo la devastante alluvione d’Arno del 1333. Sul fusto della colonna, a guardar bene, si può notare un’effige di olmo in ferro battuto
E ancora oggi, ogni 26 gennaio, viene deposta una ghirlanda di garofani bianchi e rossi, colori della tradizione araldica fiorentina.
Immaginarsi ai nostri giorni anche solo un albero in piazza San Giovanni richiede un grande sforzo di fantasia ma ci racconta invece di un remoto passato agreste della nostra città che sopravvive ancora, qua e là, in altri segni e simboli “naturali” nascosti nelle pieghe della stessa piazza… (to be continued)

“Matrimoni e altri disastri”, anteprima fiorentina del film

Posted by Gianluca Giannini On aprile - 24 - 2010

 

Serata speciale al cinema Odeon, giovedì 22 aprile alle ore 21: è stato proiettato, in anteprima nazionale,  il nuovo film – interamente girato a Firenze - della regista Nina di Majo, presente insieme ad alcuni attori del cast: Fabio Volo, Margherita Buy e la giovane Francesca Inaudi (grande assente, Luciana Litizzetto). Prima di entrare in sala però, dalle ore 19,30 ai presenti è stato offerto un buffet all’interno del bistro mentre all’esterno, ai tavolini sulla piazza Strozzi, cast ed accompagnatori raccolti attorno ad un aperitivo sono stati circondati da una miriade di ammiratori e curiosi, a caccia di sguardi, autografi e fotografie-ricordo. La più riservata e ”nascosta” la  Buy, sorridente e disponibile la Inaudi, letteralmente preda di obiettivi e fans il pazientissimo e frenetico Volo, tutto il tempo a zonzo intorno alla piazza e vittima di qualche centinaio di scatti (compresi quelli del T@zebao!) ed altrettante pose con ammiratrici entusiaste…!

Sesto Fiorentino, nuova “casa” comune per tre associazioni AUSER

Posted by Gianluca Giannini On aprile - 20 - 2010

Erano i primi giorni di novembre del 2008: è trascorso un anno e mezzo dal varo dei lavori per la costruzione della nuova sede dell’associazione di volontariato e promozione sociale Auser alla presenza del sindaco di Sesto Fiorentino, Gianni Gianassi, insieme ai promotori del progetto e presidenti delle proprie associazioni nonchè “abitanti”  insieme agli altri volontari della nuova struttura: nella prima foto, a partire  da sinistra, Andrea Petracchi e Angiolo Seri dell’ Auser Sesto Fiorentino; Antonio Modi di Auser Firenze, e Giovanni Forconi,  di Auser Regionale Toscana). Obiettivo: costruire una nuova casa comune da condividere tutti insieme e che oggi sorge nei giardini della “Zambra“.
E sabato 17 aprile sono stati presentati ufficialmente alla cittadinanza i nuovi locali dell’associazione (foto al centro): quasi 400 metri quadri, 11 uffici arredati con mobilio offerto gratuitamente da Ikea, una sala convegni molto capiente ed attrezzata, uno sforzo economico notevole (768 mila euro) sostenuto anche da un fondo di garanzia del Cesvot; un’operazione, quella della nuova sede centralizzata, che permetterà comunque un risparmio economico maggiore rispetto ai costi di gestione delle tre sedi finora separate. Una struttura importante pensata e realizzata con le più avanzate tecnologie logistiche e costruttive, usando materiali “leggeri” (pannelli di polistirene rivestiti) ma resistenti contro le calamità. Una casa “di carta  destinata ad ospitare gente “di ferro” - citando le metafore usate dal Sindaco Gianassi nel suo discorso tenuto nella grande sala convegni della nuova sede – di ferro, dunque, come la sostanza di cui sembrano fatti i volontari impegnati ogni giorno ad offrire con determinazione  il meglio di sè stessi per gli altri e per la comunità.
Alla cerimonia (foto a destra) hanno partecipato anche il Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci e il Vicepresidente dell’ Auser nazionale Luigi Di Vittorio oltre a numerosi rappresentanti della giunta comunale sestese e tanti altri volontari e cittadini.

AUSER TOSCANA
Via P.Pasolini, 105 – 50019 Sesto Fiorentino
tel. 055.444821   fax 055.4489956
www.auser.toscana.it
segreteria@auser.toscana.it

 

Berta, la “Grande Sorella” fiorentina

Posted by Gianluca Giannini On aprile - 14 - 2010

 

Se a Firenze vi capita di passeggiare in via de’ Cerretani , di fianco alla chiesa di Santa Maria Maggiore, una fra le più antiche della città, sollevate lo sguardo e seppur a fatica noterete in alto un pallido volto femminile che spunta dalla parete di pietra e che pare fissare impassibile il via vai della gente – ignara di essere “spiata” -  nella strada sottostante. Quel volto ha un nome, è la mitica Berta, sulla cui storia esistono varie versioni e leggende: da quelle che ne fanno un segnale indicatore dell’antica rete di acquedotti romani della città, all’ipotesi fantastica di una donna impietrita perché vittima di “stregoneria”, a quella di effige in memoria di una contadina benefattrice che donò a Firenze delle campane per avvertire dell’imminente chiusura delle porte della città coloro che tornavano la sera dalle campagne. In particolare i ritardatari, che comunque erano soliti arrangiarsi lanciando i sassi contro le porte per guadagnare tempo ed avvertire così le guardie di stanza alle mura del loro imminente arrivo. Da quest’usanza, derivò poi il famoso detto fiorentino sul tempo che stringe: “Siamo alle porte co’ sassi! ”
E ci piace pensare che la Berta sia lì praticamente da sempre, con lo sguardo rivolto ad un ipotetico orizzonte che in passato le si schiudeva probabilmente poco sopra le primitive mura di Firenze che correvano proprio davanti a lei, muta sentinella della storia millenaria della nostra città. E anche testimone (magari con la coda dell’occhio!) di un evento miracoloso avvenuto decine di secoli fa  -  più o meno nel V° d.C. –  a pochi passi da lei, nei pressi di un Battistero di San Giovanni all’epoca ancora disadorno ma già esistente e immerso nella campagna, quando un olmo riprese vita e rifiorì al passaggio del corteo che seguiva il feretro del primo Vescovo fiorentino… (to be continued)

Intervista a Marcello Corvino

Posted by Gaia Nanni On aprile - 11 - 2010

Proseguono le occasioni di incontro e dibattito alla Libreria Feltinelli di Firenze, dove il T@zebao ha incontrato e intervistato Marcello Corvino.

Impegnato nel teatro civile, Corvino trova attori laddove gli attori non ci sono e pesca con fantasia tra le menti eccellenti del nostro paese, scrittori, giornalisti, scienziati. L’obbiettivo? portare in teatro ciò che è stato espulso dalla tv, ovvero la libertà di espressione

Servizio di Gaia Nanni – Riprese e Montaggio di Linda Betti

Torna la domenica del fiorentino

Posted by Celine Pestelli On aprile - 8 - 2010

Domenica prossima, 11 aprile 2010, torna la Domenica del fiorentino, la popolare iniziativa che ogni mese prevede una giornata di apertura straordinaria e gratuita della sede del Comune a tutti i nati o residenti a Firenze e provincia: dalle 9 alle 21 sarà possibile visitare liberamente le sale di Palazzo Vecchio o partecipare ad attività guidate e articolate secondo percorsi tematici.

Per accedere è necessario munirsi della carta “Un bacione a Firenze”, ritirabile gratuitamente presso gli URP del Comune, consultare il sito del Museo dei Ragazzi, così si chiama il museo di Palazzo Vecchio, scegliere tra le molte attività proposte e infine prenotarsi.

Non dunque una semplice passeggiata con il naso per aria, ma una visita interattiva, animata dalla curiosità e dalla voglia di partecipare, sembra essere l’intento di queste giornate di apertura straordinaria, che regolarmente ogni mese schiudono le porte di Palazzo Vecchio, ma che in precedenza hanno interessato anche altri luoghi storici come la Biblioteca Laurenziana, la Cappella Brancacci e il Museo di Santa Maria Novella, quasi a voler risvegliare nei fiorentini un amore più attento e consapevole per la loro città.

Obiettivo che è anche quello del Museo dei Ragazzi: proporre originali modalità di scoperta del passato ai visitatori che ogni giorno varcano le soglie di Palazzo Vecchio.

E a giudicare dalla lista di attività i cui posti sono già esauriti pare che di fronte alla necessità di procurarsi la tessera e di prenotarsi si siano scoraggiati in pochi: gli appuntamenti più esclusivi, come l’incontro con il duca Cosimo I, o più intriganti, come la visita ai percorsi segreti, sono già al completo. Alla tavola del duca invece c’è ancora spazio, così come lungo i camminamenti di ronda o nel camerino di Bianca Cappello.

A chi infine arrivi all’ultimo momento rimane comunque la possibilità di ascoltare la voce del pittore e architetto di corte Giorgio Vasari che racconta la sala grande di Cosimo I, visita per cui non è necessario prenotarsi, e provare l’emozione di rivivere nel passato, aggirandosi secondo il proprio gusto per le meravigliose sale del palazzo, con la sorniona curiosità della tartaruga del Granduca, l’emblema di Cosimo I assunto anche a logo del museo, altrimenti nota ai giovanissimi visitatori come la tartaruga con la vela, che con il motto “Festina lente” si raccomandava di affrettarsi e darsi da fare, ma lentamente.

di Celine Pestelli

Intervista alla cantautrice fiorentina Susanna Parigi

Posted by Gaia Nanni On aprile - 4 - 2010

A volte Firenze ha dei segreti che coccola e che ripara dallo sguardo dei molti, Susanna Parigi è uno di questi.
Noi del T@zebao abbiamo incontrato la talentuosa artista fiorentina presso la libreria Feltrinelli in via de’ Cerretani dove presentava il suo ultimo album dal titolo “L’insulto delle parole“.
Musicista e cantautrice di grande spessore Susanna, da anni residente a Milano, non dimentica le sue origini e ci travolge in un’intervista sulle sue note e sul suo primo amore: la nostra città.


Servizio di Gaia Nanni – Riprese e montaggio di Linda Betti

La Cupola, “Mission Impossible” del ‘400

Posted by Gianluca Giannini On aprile - 2 - 2010

Nei primi anni del ‘400 a Firenze, alla nuova Cattedrale di Santa Maria del Fiore ormai in via di ultimazione mancava ancora qualcosa, nella parte posteriore del tetto,  che avrebbe dovuto ricoprire un vero e proprio “cratere” di più di 50 metri di diametro.  A partire dal 1420 su  quel vuoto lassù in alto iniziarono infatti i lavori di costruzione di quello che è considerato uno dei più celebri capolavori architettonici del Rinascimento…
Domenica 8 marzo, la seconda “lectio magistralis” del ciclo di incontri “Firenze e la scienza” presso il Cinema Odeon di Firenze (nella foto sotto, la locandina all’esterno della sala), dal titolo “La cupola impossibile: Brunelleschi e l’arte del costruire“, è stata interamente dedicata alla storia delle fasi di progettazione e di realizzazione, tra il 1420 e il 1436, del simbolo tra i più conosciuti della nostra città.

Relatore della lezione - introdotta dal giornalista Raffaele Palumbo – è stato il professor Francesco Gurrieri, ordinario di Restauro dei Monumenti dell’Università di Firenze ed esperto di fama internazionale in tematiche relative alla conservazione dei beni culturali ed ambientali.
Attraverso la proiezione di disegni, progetti e carteggi antichi, con linguaggio semplice e divulgativo Gurrieri ha condotto il numeroso pubblico alla scoperta dei segreti di quella che Leon Battista Alberti ebbe a definire all’epoca come una struttura così grande da ”gettare la sua ombra su tutti i popoli della Toscana”
La sua costruzione fu segnata da vibranti polemiche e conflitti vergati su ostili carteggi già all’indomani del concorso che decretò la sconfitta tra gli altri del progetto di un concorrente del calibro di Lorenzo Ghiberti - autore di altri capolavori  come la Porta del Paradiso del Battistero di San Giovanni. Il vincitore, Filippo Brunelleschi,  si dedicò alla costruzione della gigantesca cupola adottando intuizioni tecniche ed architettoniche ancora inaudite a quei tempi.
Grazie a 16 “pontate”, o ponteggi di lavoro ad altezza d’operaio - sollevate una per ciascun anno di lavoro – l’impianto fondamentale fu eretto e si resse sulla celebre ed innovativa tecnica, o apparecchiatura detta a spina di pesce, che garantiva straordinaria tenuta, solidità e stabilità, riuscendo inoltre ad evitare enormi e dispendiosi ponteggi da terra e relativo legname da dover disboscare intere foreste! E fu così che, con originali accorgimenti ed innovazioni tecnologiche,  i due straordinari gusci concentrici, l’uno dentro l’altro, che costituiscono il cuore del possente monumento presero forma e slancio e videro la luce… La Lanterna che chiosa la sommità della Cupola fu oggetto di altro bando di concorso vinto dallo stesso Brunelleschi, che però morì nel 1446 prima di vederne il suo definitivo completamento .
Da annotare come una vera e propria branca di studi – in cui si è cimentato nel secolo scorso anche l’architetto Pier Luigi Nervi, progettista tra l’altro dello stadio di Firenze – è stata dedicata ai cosiddetti scrèpoli, cioè alle fessure ed ai cedimenti che i malanni dei secoli hanno infilitto e continuano ad infliggere alla Cupola, in parte dipesi dai non armonici punti di appoggio sottostanti, in parte dalle scosse e traumi ambientali. Di tutto questo si cominciò finalmente a tener conto dal 1976, quando fu allontanato il traffico veicolare dal lato sud della cattedrale prospiciente la sede storica della Misericordia, proprio vicino a dove dall’800, dal Palazzo dei Canonici, la statua di Brunelleschi pare non stancarsi mai di osservare e studiare ancora la sua creatura.

Quell’anno segnò dunque il primo ed ancora inconsapevole passo verso l’attuale completa pedonalizzazione della piazza del Duomo,  forse una scelta decisiva per la salvaguardia di quella formidabile “Mission Impossibile” del Rinascimento che ancora svetta imponente sui tetti di Firenze.

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