Martedì 13 ottobre 2009 presso il bar Giubbe Rosse in piazza della Repubblica a Firenze, si è tenuta una conferenza stampa di presentazione dei risultati del convegno “Esperienze avanzate di riduzione delle polveri sottili: le strategie e i migliori esempi da seguire per il risanamento della qualità dell’aria nell’area metropolitana fiorentina” tenutosi il 2 ottobre 2009 a Palazzo Medici Riccardi.
Un’area geografica, quella fiorentina, dal punto di vista ambientale notoriamente svantaggiata, posta come è in una conca in cui l’aria spesso ristagna. Le “Polvere Sottili” rappresentano, come noto, uno tra gli inquinanti più insidiosi, dannosi e difficili da combattere nelle aree urbane ed industriali europee: ma qualcosa sembra sia possibile fare, articolando differenti strategie su diversi terreni, dal traffico alla produzione industriale al riscaldamento degli edifici…
A questo proposito, dopo aver letto le conclusioni del convegno, abbiamo rivolto alcune domande ad uno tra i relatori e promotori della ricerca alla base dei risultati presentati: Sergio Gatteschi, Presidente Amici della Terra Toscana ONLUS
Dalle conclusioni del convegno, sembra emergere un primo dato sorprendente: gli agenti inquinanti atmosferici nell’area fiorentina risultano diminuiti…
Non è poi così sorprendente: tutti, o quasi, gli impianti di riscaldamento a nafta/gasolio sono stati sostituiti con impianti a metano che inquinano molto meno; il parco automezzi e motomezzi è stato forzatamente rinnovato, mettendo in circolazione mezzi privati molto meno inquinanti. Il risultato è che tutti gli agenti inquinanti – dallo zolfo al monossido di carbonio – sono diminuiti in maniera drastica ed oggi rientrano nei limiti di legge.
Le “polveri”, per quanto diminuite, non riescono tuttavia a restare nei limiti massimi previsti, dal momento che non è solo il traffico veicolare ad emetterle: anzi, il riscaldamento e le altre combustioni fatte “in casa” o in impianti civili come gli uffici hanno un peso e una responsabilità maggiori nei giorni in cui i limiti vengono superati.
Sul versante “incenerimento rifiuti”, risulterebbe che quello di tipo industriale incide molto meno di quello prodotto dai cosiddetti “fuochi liberi”.
Si può tranquillamente togliere il condizionale: non solo incide molto meno ma in maniera quasi irrilevante. La proporzione tra le polveri prodotte dai cosiddetti “fuochi liberi” con cui si bruciano i rifiuti agricoli – che poi tanto rifiuti non sono, a ben vedere…- e le polveri prodotte dagli inceneritori/termovalorizzatori di rifiuti è, sul territorio nazionale, addirittura in un rapporto di 250 a 1!
Una curiosità: dai dati presentati, risulta che nell’elenco degli sforamenti dei limiti delle concentrazioni di “polveri” del 2008, se ne registra uno persistente del mese di giugno, dovuto alle “sabbie sahariane”…Un’ulteriore dimostrazione della globalità dei problemi ambientali?
E’ proprio così. Le polveri viaggiano molto, e vanno molto lontano, costituendo una presenza indipendente dai fattori locali. Se però ci fossero solo le polveri che arrivano da fuori, gli sforamenti li avremmo solo quando il vento le porta dal Sahara, cosa che, onestamente, non capita spesso! E, cosa importante, le polveri “naturali” come la sabbia, o il sale marino, non fanno male alla salute. Quelle derivanti da combustioni, invece, possono fare male. Quindi, al lavoro per abbatterle!
Tra pochi giorni, a Firenze, piazza Duomo sarà finalmente chiusa al traffico. Può essere una svolta decisiva per la lotta all’inquinamento nella nostra città?
Decisiva, no; ma utile, sì. Decisivo, per tutti noi – e parlo degli Amici della Terra e di tutti i partecipanti al convegno – sarà un impegno e un lavoro che porti ad abbattere i consumi dei riscaldamenti delle case; la creazione e la messa in servizio di un trasporto elettrico su ferro (almeno le tre linee di tramvia previste, più un uso “metropolitano” del treno); l’aumento in percentuale dei trasporti più sostenibili (in autobus, a piedi, elettrici, in bicicletta, ecc.) a scapito del trasporto privato di persone e merci su gomma; l’installazione di filtri antiparticolato per chi brucia legna come riscaldamento e per chi usa motori diesel; il controllo dei fuochi liberi, specialmente nei momenti in cui le polveri iniziano ad innalzarsi…Insomma, una strategia seria che comprenda diverse misure e che copra tutte le fonti di inquinamento, per il benessere della nostra salute e della nostra amata città.
(Le relazioni presentate al convegno possono essere scaricate dal sito www.amicidellaterratoscana.it)
Gianluca Giannini
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